Qualcosina che non torna, effettivamente, c'è... E' vero, i soldi "elargiti" del Ministero per gestire musei gallerie sono sempre pochi e servono a tamponare le emergenze. Ma quanto potrà contare riattaccare la mattonelle di cotto che "ciottolano " rumorosamente al passaggio dei turisti ai piedi del «Mosé» del Rosso Fiorentino ? Stessa situazione poco più in là, proprio sotto il «Ritratto di Maria Salviati»: un concertino davanti al capolavoro del Pontormo. Inevitabili i commenti stupiti e i risolini dei visitatori, increduli ai loro occhi (e alle loro orecchie). Ma la Sala 27 non è l'unica a nascondere macroscopiche magagne, che non sempre hanno a che fare con la gestione del museo, quanto con la cronica carenza di soldi. Un piccolo ma eclatante esempio: il soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino, Antonio Paoluccì, ha sempre difeso a spada tratta la sita politica dei «prestiti a tutti i costi», sostenendo che... paga. «Se concedi una "tua" opera per un'importante esposizione, il favore ti verrà poi restituito», la sua teoria. Passino, quindi, gli sguardi delusi dei turisti di fronte ai tanti capolavori de! Perugino spediti in Umbria e ai ritratti di Tiziano volati altrove (solo per citarne una minima pane dell'esercito degli "assenti giustificati"). Ma quelle targhette di carta appiccicate sulla nuda parete, sono davvero un pugno in un occhio. Non può essere eccessivamente oneroso per chi gestisce una delle Gallerie più famose del Globo, scaricare copia dell'opera prestata (magari da Internet) ed esporta là dove rimane solo una macchia sul muro. Un modo per "accontentare" i visitatori che, pur avendo pagato il prezzo del biglietto, si vedono privati della visione di questo o quel quadro. Situazione che si ripete per le sale che, di giorno in giorno, restano chiuse per carenza di personale: ieri era la volta della 16 (quella delle Cane . geografiche). Serrata anche la grande porta della Sala della Niobe. Una situazione magnifica, considerando che, solo alcune settimane fa, le sale chiuse erano lievitate a venti. Un 'altro "dettaglio " che lascia l'amaro in bocca, è quella mostra, «I Giardini delle Regine», imposta ai visitatori. «L'ambiente è soffocante, manca l'aria, nonostante i condizionatori commentano i custodi . E poi la gente protesta perché non è libera di scegliere se pagare o meno i 3 euro di maggiorazione del biglietto». Sul fronte economico gli Uffizi hanno infatti un costo "composito ": 9,50 euro il ticket intero (ovvero i 6,50 di base a cui si sommano i 3 euro in più per la mostra). Tre euro, invece, la maggiorazione per assicurarsi la prenotazione, per un totale di 12,50 euro: da moltiplicare per alcune migliala...
Pareti vuote e sale chiuse. I capolavori sono in trasferta
Il Ministero per il Polo museale ha elargito pochi soldi per gestire i musei e le gallerie, come l'Uffizi di Firenze. I soldi sono stati utilizzati per tamponare le emergenze, ma non sono stati abbastanza per mantenere le opere d'arte in buone condizioni. Ad esempio, le mattonelle di cotto che coprono le opere d'arte sono state "riattaccate" rumorosamente al passaggio dei turisti. I visitatori sono stati stupiti e risolonti di fronte a questo stato di abbandono. Altre opere d'arte sono state esportate senza il permesso, come il Ritratto di Maria Salviati del Pontormo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo