Era luogo dedicato ai culti misterici frequentato dai siracusani di età romana. Oggi rimangono parti del muro del quadriporto Le erbacce hanno decisamente il sopravvento sui reperti archeologici Lungo la via Elorina si trova un'oasi di paesaggio e storia dimenticata. Si tratta del cosiddetto Ginnasio romano, che la didascalia della soprintendenza indica con il nome di «piccolo teatro romano», ma che in realtà era un luogo dedicato ai culti misterici frequentato dai siracusani di età romana. I suoi resti sono nascosti oggi dalle erbacce incolte che crescono all'interno del sito archeologico, nei pressi del Foro Siracusano e il cui ingresso si trova esattamente di fronte all'area dell'Aeronautica. Una zona particolarmente frequentata, dunque, sia dai turisti che dagli stessi siracusani, eppure poco valorizzata. Il complesso monumentale rappresenta uno dei siti «minori» della città, considerato fuori dai consueti circuiti turistici nonostante la sua valenza storica ma anche paesaggistica visto che il Ginnasio romano è circondato da una suggestiva vegetazione che ne faceva, un ventennio addietro, un luogo in cui gli sposi si recavano per le fotografie di nozze. Oggi anche questa tradizione moderna è finita nel dimenticatoio. Datata alla fine del I secolo a.C., questa struttura romana comprendeva un portico, un quadriportico, un tempio ed un teatro. Oggi rimangono visibili i primi gradini del teatro e parti del muro del quadriportico; mentre l'orchestra risulta sempre piena d'acqua. Il sito era forse un santuario dei culti orientali, come testimonia l'iscrizione dedicata a Serapide (e di un santuario intitolato a questa divinità ne parlava anche Cicerone) e il rinvenimento di una serie di statue di cittadini romani di elevato ceto sociale. Per la sua importanza, il sito è tuttora oggetto di studi da parte di archeologi da tutto il mondo. Nonostante il suo valore, però, esso resta in condizioni di abbandono: manutenzione e pulizia a singhiozzo, così come la sua fruizione assicurata da un custode nelle mattine dei giorni feriali. Il motivo resta sempre lo stesso: carenza di fondi da parte della Regione alla soprintendenza che non può assicurare una gestione completa del suo patrimonio culturale. Troppo pochi i soldi a disposizione della soprintendenza così come il personale a sua disposizione rispetto all'ingente numero di monumenti e aree archeologiche della provincia. Il risultato è che il Ginnasio romano resta un sito marginale, poco conosciuto e valorizzato, e per questo in abbandono. E per questo si rinnova l'appello alle associazioni private e agli sponsor per l'«adozione» del monumento che potrebbe divenire uno spazio idoneo per spettacoli e concerti. Qui, come già nel tempio di Apollo e in quello di Zeus, anch'essi indicati come «siti minori» rispetto al parco della Neapolis con il suo Teatro greco, si potrebbero allestire manifestazioni nelle notti d'estate per riscoprire un posto magico, tra archeologia e natura. Isabella di bartolo