Incentivi per riportare dentro le mura le botteghe di qualità. E sulla Chelliana si sta facendo un errore L'associazione Amici del Centro Storico prende atto delle esternazioni del primo cittadino di Grosseto sui temi del degrado urbano e ringrazia il sindaco per le tempestive dichiarazioni d'intenti. Già negli indirizzi programmatici del nuovo regolamento urbanistico, ancora in fase di gestazione (?), si individua il centro come sede di "funzioni rare" da mantenere e preservare soprattutto se insediate in "edifici storici". Ciò finalizzato al mantenimento di quella identità culturale che caratterizza tutte le nostre storie cittadine. Sono questi gli indirizzi prioritari che la nostra associazione condivide. In estrema sintesi significa lavorare al fine di tutelare le caratteristiche tipologiche, architettoniche, culturali della città murata. Purtroppo, da troppi anni, tale visione pare persa. Negli ultimi anni il centro storico ha perso l'asilo V. Emanuele, caratteristici punti di vendita, quasi tutti gli artigiani, non vi è più una macelleria, abbiamo perso il Cinema Marraccini, rischiamo di perdere la scuola elementare, e assistiamo a una continua emorragia di attività che richiederebbe particolare attenzione per produrre interventi immediati di sostegno e rilancio. Rilancio significa permettere ai residenti di dormire la notte, combattendo gli schiamazzi e la violenza notturna con una presenza massiccia di forze dell'ordine, ma anche favorire con incentivi fiscali attività che commercializzino prodotti tipici nostrani, per ricreare quelle caratteristiche di qualità e buon vivere che riconosciamo in tutti i centri storici italiani. E se la sosta a pagamento scoraggia l'avvicinamento al centro si sospenda il balzello per almeno un quinquennio - la Grosseto Parcheggi troverà proventi nei nuovi centri commerciali. Nel caso della "Chelliana" poi, appare singolare che si proponga una nuova destinazione dopo il faticoso e vittorioso cammino intrapreso, che Bonifazi conosce bene, alla cittadella dello studente. Forse la proposta nasce da una visione un po' "datata" dell'immagine biblioteca che purtroppo alcuni ancora hanno. La biblioteca è oggi un primario luogo di "interazione", di aggregazione, di crescita culturale che non può essere relegata solo al mondo degli "studenti". Nel caso particolare la nuova-vecchia Chelliana di via Mazzini, quella del Bianciardi e di tutti i grossetani per intenderci, sarà un edificio privo di qualsiasi barriera architettonica, dotato di un book-caffè aperto alla città, di sale per bambini, per anziani, per appassionati storici, con una capiente sala convegni e con una notevole quantità di libri a "scaffale aperto" come chiedeva il figlio di Bianciardi. Una realtà che poteva già essere perché se si fossero appaltati i lavori all'approvazione degli stessi (2008) oggi potremmo incontrarci nelle sala aperte o al caffè della Chelliana restaurata per sviluppare al meglio questo dibattito casomai facendo "due piacevoli passi" nelle sicure strade del centro. PRESIDENTE AMICI CENTRO STORICO