Critiche dalle guide: «Non è così che si risponde alla crisi» Se uno ce la facesse ad esaurirla sarebbe un record da Guinness dei primati. Anzi, andrebbe veramente conosciuto, visto che si tratterebbe di un'impresa a dir poco storica. Sì, perché a Firenze si sono inventati, con l'intento di venire incontro alle esigenze di un turismo sempre più "mordi e fuggi" e sempre meno di sostanza, una card valida per l'ingresso in 33 gallerie statali e comunali, Uffizi naturalmente compresi, al costo di 50 euro e con un unico limite: dovrà essere utilizzata nel giro di tre giorni. In soldoni, 72 ore "lorde" visto che la notte i musei stanno normalmente chiusi, con la possibilità-bonus di utilizzare tutti i mezzi del trasporto pubblico, tramvia compresa. Insomma, una vera abbuffata, una specie di maratona, sicuramente teorica, che, integrando l'uso di chip e codice a barre, prenderà il via il prossimo settembre. Musei fast-food. La comodità, come sottolineano dagli uffici del Comune, consentirà tra l'altro di saltare la coda e coprirà ben il 65 per cento dell'intera offerta museale del capoluogo. Un po' come accade in diverse città toscane, con numerose situazioni di prezzi che consentono una qualche forma di risparmio, ma impongono quasi sempre limiti temporali ben precisi, con il rischio concreto che si scivoli forse visite sempre più fast-food. «No, la card fiorentina e tutte le altre offerte simili non sono purtroppo uno stimolo al "mordi e fuggi" semplicemente perché rispondono all'attuale domanda di consumo culturale - commenta Gianfranco Lorenzo, responsabile studi e ricerche del Centro di studi turistici di Firenze -. Dico "purtroppo" perché il turismo che potremmo chiamare "nobile" è in via di estinzione, cioè il visitatore ormai passa nelle sale velocemente e si ferma qualche minuto solo davanti alle opere più importanti». «In fondo è uno stile di vita e va anche detto - conclude Lorenzo - che la card ed i biglietti multipli in Toscana sono arrivati troppo tardi, non solo rispetto al resto del mondo, ma anche in rapporto all'Italia». Un'offerta sterminata. Dunque, un'offerta gigantesca che a Firenze comprenderà, tra l'altro la Galleria degli Uffizi, Palazzo Vecchio, l'Accademia, le Cappelle Medicee, Boboli, i musei di Palazzo Pitti, dell'Opificio, l'Archeologico, Palazzo Medici Riccardi, ma anche le raccolte Stibbert, Horne, Bardini, la Cappella Brancaccia e il Museo degli Alinari. E previsto comunque l'inserimento ad esempio anche di altre strutture-chiave come l'Opera del Duomo, Santa Croce e Santa Maria Novella. Ma quella fiorentina è solo l'ultima delle "offerte speciali" che vengono proposte nelle città toscane più visitate, come abbiamo rilevato chiamando i vari uffici informazioni, spesso non troppo ferrati su questo particolare argomento. A Pisa, ad esempio, con 10 euro è possibile visitare nell'arco della giornata le principali strutture di piazza dei Miracoli, ad eccezione della Torre pendente che da sola costa 15 euro: quindi, il Museo delle Sinopie, l'Opera del Duomo, il Battistero e il Camposanto Monumentale. A Lucca, dove è stata sospesa per il momento l'apprezzata Lucca Card che permetteva una serie di ingressi per 7,50 euro, si va invece per accoppiate: la Torre Guinigi e la Torre dell'Orologio per 5 euro, il Museo della Cattedrale e il Monumento di Ilaria del Carretto a 6, Palazzo Mansi e Villa Guinigi a 6,50. Comunque tutte offerte che permettono risparmi intorno ai due euro complessivi. Anche Volterra propone Museo Etrusco, Pinacoteca e Museo dell'arte sacra per 9 euro, biglietto a cui può essere addizionato, con altri 3 euro, quello che copre il Teatro Romano e l'Acropoli Etrusca. Da segnalare infine l'offerta di Siena, dove l'Azienda di promozione turistica ricorda la possibilità di acquistare un biglietto giornaliero che costa 13 euro per visitare la Torre del Mangia e il Palazzo Pubblico, mentre per il Museo Civico e Santa Maria della Scala ne servono 11, con la differenza che si hanno due interi giorni di tempo. Il no delle guide. Dubbi e perplessità, su questo tipo di offerte, vengono espresse comunque da Rosalba Abbiati, che da circa trent'anni fa la guida turistica a Pisa. «Card come quella di Firenze sono una presa di giro - commenta -, sono iniziative politiche che non portano niente di positivo, se non un contributo al "mordi e fuggi", fenomeno che invece dicono di voler combattere. Tra l'altro 50 euro, come chiederanno nel capoluogo, non sono proprio pochi, soprattutto sapendo già che se ne potrà sfruttare solo una piccola parte. Per una famiglia magari di quattro persone sarebbe evidentemente una spesa importante, da valutare con molta attenzione».