Questa primavera eravamo a Firenze e volevamo visitare gli Uffizi, che tanto ci avevano impressionato alcuni anni fa. Ci siamo arrabbiati per le condizioni del museo. I dipinti erano messi malamente, le sculture sporche e polverose e mancava totalmente il controllo della climatizzazione». Inizia così lo sfogo-denuncia inviato, anche alla Soprintendenza fiorentina, da Reità e Robert Hribernick, cittadini americani. Ma non è tutto. La dettagliata missiva riprende senza smorzare i toni: «L'illuminazione era modesta e non funzionante, le finestre in molte stanze aperte, per la ventilazione; molti piccoli musei che abbiamo visto sparsi per l'Italia, erano meglio tenuti e più gradevoli da visitare! Le persone dovevano sopportare lunghissime code per ammirare gli Uffìzi, ma quando uscivano apparivano deluse e disorientate». «Questo è un triste commento a ciò che una volta era un importante museo, che sta invece rovinando la sua reputazione riprende la lettera di Reità e Robert Hribernick . Diverse sale erano chiuse, probabilmente per indispensabili restauri. Comunque, gli Uffizi dovrebbero rimanere chiusi finché non torneranno ad essere il museo che da credito all'Italia e a Firenze. Noi, alle persone che sono in partenza per l'Italia, abbiamo consigliato di non perdere tempo e soldi per visitare gli Uffizi nelle condizioni attuali. Ci auguriamo che i responsabili della Galleria non vogliano continuare a mostrare il museo in questo stato dì rovina». Parole dure, che - per ogni fiorentino - pesano come macigni. Pugnalate che arrivano dritte all'orgoglio. Per verificare la denuncia arrivata dai lontani States, abbiamo voluto constatare le attuali condizione della Galleria, meta di almeno 8mila visitatori (cifra che lievita spesso a 10mila) ogni giorno. «Purtroppo quello che scrivono i turisti è la sacrosanta verità confida un addetto alla vigilanza che, per ovvi motivi, preferisce mantenere l'anonimato La Galleria è diventata il "grande magazzino" dei musei, la situazione è penosa. Finché arriva il turista "mordi e fuggì ", tutto va bene. Ma quando in mezzo a questa gente c'è uno studioso, qualcuno con una cultura leggermente sopra la media, iniziano le lamentele». Tante? «Si sprecano riprende l'addetto alla vigilanza . Moltissimi si rivolgono direttamente alla direzione. C'è chi vuole segnalare le carenze sul registro delle protesta, altri ancora (come i due americani) scrivono...». Fra i "nei" maggiormente segnalati dai visitatori, la scarsa illuminazione, che non consente la completa godibilità delle opere; vecchi e obsoleti gli ascensori (quelli nuovi, come i bagni del resto, sono ancora fuori uso). La climatizzazione, che risulta totalmente assente al piano terreno (non mancano i malori durante la coda interna) e, sopra, nel Verone (un vero forno!); insufficiente in molte sale del primo corridoio (le più affollate). Le cose migliorano invece nell'ala restaurata dopo l'attentato dei Georgofili, tanto da arrivare agli eccessi delle Sale 43 e 38, che costringono gli addetti alla sorveglianza a girare con la giacca allacciata fino al mento. Ma la climatizzazione non è certo l'unica pecca "strutturale" della Galleria: cosa dire dei soli sei bagni per le signore in funzione (esclusi i tre "misti" per uomini e donne, nascosti vicino alla nuova uscita). Ieri, poco prima delle tredici, si contavano oltre venti persone in fremente attesa. «Ma la cosa che da proprio idea di trascuratezza, sono questi muri sporchi, pieni di pedate... Che ci vorrebbe a dare una mano di bianco?», si chiede una turista lombarda scendendo verso le toilette. Alla protesta, si unisce un piccolo coro: «E' scandaloso! Il museo che racchiude i capolavori del Rinascimento è ridotto veramente male le fa eco un signore milanese con moglie e figlia . Ho fatto i biglietti tramite Internet (pagando ben 45 euro per due persone), e devo trovarmi di fronte a targhette di carta che sembrano fatte da un bambino», tuona indicando il cartellino adesivo che. a distanza di anni, illustra i due capolavori di Antonello da Messina acquistati, ormai anni fa, dalla Soprintendenza fiorentina. «E poi, non c'è nessuna presentazione delle opere conclude . Capisco che vogliano guadagnare con le audioguide, ma se non sono capaci di gestire, prendano esempio da Brera».
Uffizi nella polvere Sporchi e al buio. Tante le proteste dei turisti: delusione
Un gruppo di visitatori americani, Reità e Robert Hribernick, ha inviato una denuncia ai responsabili degli Uffizi di Firenze, lamentando le condizioni del museo. Hanno criticato la mancanza di illuminazione, la scarsa climatizzazione, la presenza di code lunghe e la mancanza di presentazione delle opere. Inoltre, hanno notato che alcuni dipinti erano messi male e le sculture erano sporche e polverose. I due visitatori hanno anche criticato la mancanza di bagni per le signore e la presenza di muri sporchi. Hanno anche suggerito che il museo dovrebbe essere chiuso fino a quando non tornerà ad essere il museo che da credito all'Italia e a Firenze.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo