De Maria: "Sirio non si tocca". Il commissario: "Decido io" - La città senza sindacO Blocco delle opere per 2,5 miliardi di euro, gestione «troppo burocratica» del bilancio, «paralisi» della città. Al grido di «al voto, al voto», il Pd presenta il conto dei "danni" provocati dal commissariamento e, a dispetto delle formali dichiarazioni di stima, va allassalto di Anna Maria Cancellieri. A partire dallipotesi del commissario di aprire la Ztl alle 19 per favorire lingresso delle auto in centro destate. «Sirio non si tocca», detta il segretario Pd Andrea De Maria, che chiede anche di sgomberare la scuola occupata a Borgo Panigale evocando un «nuovo Ferrhotel». Ma la Cancellieri va avanti per la sua strada: decido io. Davanti a una platea in larga parte di ex amministratori riuniti alla sala dellAquila, il Pd cala la maschera e mette in fila tutto ciò che resta al palo finché a Palazzo dAccursio rimarrà un rappresentante del governo. A cominciare dalla riqualificazione delle aree militari e ferroviarie. Un "pacchetto" urbanistico da 2,5 miliardi di euro che per partire abbisogna di un piano regolatore. «E tutto fermo» incalza lex assessore allurbanistica Maurizio Degli Esposti: «Il restyling da 33 milioni di euro della stazione doveva iniziare a febbraio e non cè. Il tecnopolo di via Stalingrado è bloccato». Per non parlare del bilancio. «La scarsa sensibilità politica crea problemi» stigmatizza Villiam Rossi. Lex capogruppo Pd Sergio Lo Giudice - allergico ai «sovrani, anche se illuminati» - prova a fare il pompiere: «Abbiamo rispetto e stima per il lavoro del commissario». Gli fa eco lex assessore Simona Lembi. Ma quando si arriva a Sirio, il Pd alza il cartellino rosso. «La nave va a fondo, e si pensa ai giardinetti. Ci sono problemi più gravi che spostare Sirio di unora», sbotta Degli Esposti. «Non si deve tornare indietro su Sirio: è una forma efficace di regolazione del traffico», ammonisce De Maria. Si levano gli scudi degli ecodem Silvia Zamboni e Daniele Ara, degli ex presidenti di commissione Paolo Natali e Andrea Colombo, della "Bologna Vivibile" di Otello Ciavatti e dei comitati dei residenti. Mentre arriva il "controcanto" del Pdl («Il commissario spenga il vigile elettronico alle 18», chiede il consigliere regionale Galeazzo Bignami), Angelo Rambaldi, Bologna al Centro, avverte il Pd: «Marcare il commissario è un autogol». Ma la Cancellieri, che ieri ha incontrato il leader Udc Pier Ferdinando Casini, non si fa impressionare: «Sirio? Sto valutando. In tutte le cose cè del buono e del cattivo. Bisogna vedere quale prevale. Io ancora non lo so». E quanto alle ex Mazzini occupate, «i vigili verificano costantemente la situazione. Se sgomberiamo? Non domani». A difenderla interviene Casini: «Se Bologna è commissariata è colpa del Pd. Delbono lhanno portato loro, non è Alice nel paese delle meraviglie. Più che essere "insofferenti", siano "sofferenti" per la situazione che hanno creato». Ancora, sulla corsa a sindaco, Casini frena («Non voglio entrare nel siparietto dei nomi») e scherza: «Galletti candidato? Ha già dato tanto, ormai è stanco». In difesa del commissario interviene persino il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: «Come è evidente dallopera meritoria, unanimemente riconosciuta del commissario e da ciò che continua ad emergere sullex sindaco Delbono, Bologna non sta perdendo nulla dal fatto che le elezioni si svolgeranno nella data regolare, senza leggine speciali. Le polemiche della sinistra, come sempre, sono smentite dalla realtà».