Niente varianti di minima (come quella in discussione in queste settimane) ma un piano strutturale nuovo, di medio termine a "volumi zero" che possa ridare ossigeno al comparto dell'edilizia lucchese e soddisfare le richieste di quei cittadini che hanno interesse a costruire nei terreni edificabili sui quali pagano l'Ici. La proposta di Governare Lucca individua poco più di 63mila metri quadri a disposizione per il residenziale provenienti in larga parte dai piani di lottizzazione decaduti e poi riservano oltre 47mila metri quadri al commerciale-direzionale e propongono un censimento accurato dei permessi a costruire rilasciati. In poche parole una via alternativa a quella percorsa finora dall'amministrazione comunale che, secondo il presidente della lista civica Piero Angelini «sta portando avanti politiche sbagliate anche per salvaguardare i piani attuativi». In particolare - insiste Angelini - il Comune sta lavorando in commissione per una variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico "minimale" e che dovrebbe essere portata in consiglio per l'adozione prima della pausa estiva per poi essere definitivamente approvata. Secondo Angelini questo sarebbe un modo per dare ai grandi gruppi immobiliari, Valore in testa, la possibilità di non perdere i diritti acquisiti a costruire sui piani attuativi. QUADRO REGIONALE L'analisi di Angelini si ricollega anche alle ultime dichiarazioni del nuovo assessore regionale all'urbanistica Anna Marson che proprio in settimana ha parlato di piani territoriali sovradimensionati rispetto alle reali esigenze del territorio, fatti per 5,5 milioni di persone quando la Toscana ha 3,5 milioni di abitanti. In più Anna Marson ha spiegato che i regolamenti urbanistici tendono ad allocare subito tutte le quantità edificabili. «Una cosa che si è verificata anche a Lucca - prosegue Angelini - ed è possibile che prossimamente la disciplina urbanistica della Regione diventi più stringente arrivando nuovamente a bloccare il comparto dell'edilizia lucchese». Un modo di operare che per il capogruppo Vincenzo Giorgi impoverisce il tessuto lucchese con progetti elaborati e costruiti da studi e imprese provenienti da fuori. LA SITUAZIONE LOCALE Il 29 luglio 2008 è stato accertato lo sforamento tra le quantità edificabili previste dal piano strutturale e i permessi a costruire rilasciati. In tutto 423.772 metri quadri di superficie fondiaria: secondo Governare Lucca molto di più a causa degli scomputi. E dal 29 luglio 2008 la lista civica ha chiesto un nuovo piano strutturale mentre il sindaco e la giunta hanno scelto di spostare le volumetrie dalle zone dove non erano state utilizzate a quelle dove si era costruito più del dovuto. Per aggirare i vari problemi, l'amministrazione in una relazione di monitoraggio ha stabilito che le quantità residenziali del regolamento urbanistico siano 534.675 metri quadri. «Per noi è una decisione inaccettabile - prosegue Angelini - perché si basa su un articolo del Piano strutturale che permette una modifica dei piani insediativi massimi del 10, quindi al massimo di 40mila metri quadri». ICI Per Angelini i cittadini che hanno sempre pagato l'imposta dovrebbero avere almeno un'aspettativa. Nel 2007 sono stati pagati 800mila euro per terreni edificabili, cifra scesa a 400mila euro nel 2008. «Segno che c'è stata una forte edificazione - dice l'ex parlamentare - ma anche che ci sono persone che pagano un valore nominale dell'Ici, non il pieno importo, solo per conservare un diritto a costruire. Con l'arrivo di Serafino Turturici come ragioniere capo del Comune ci sono state tre delibere per regolamentare la questione ma a partire dal 2009 non abbiamo più i dati». LA PROPOSTA. Governate Lucca propone un censimento delle domande di permesso a costruire presentate in modo da soddisfarne un'ampia platea mettendo una soglia limite a salvaguardia dei piccoli interventi necessari alle famiglie.