la regione raccoglie le richieste: «La Fusco ha ragione, così non funziona» Genova. Allargare le maglie del Piano casa, almeno agli edifici condonati. È una delle indicazioni emerse con maggiore forza dagli incontri che nei giorni scorsi l'assessore all'Urbanistica Marylin Fusco (Idv) ha avuto con tutti i sindaci liguri. Il metodo del confronto sulle questioni della pianificazione territoriale è stato apprezzato dagli amministratori locali, la maggioranza dei quali ha anche condiviso l'idea della Fusco di modificare in senso estensivo il Piano approvato lo scorso novembre. «Il Comune di Savona non vede alcun problema nell'estendere i benefici agli immobili condonati e ai siti produttivi - spiega l'assessore all'Urbanistica Livio Di Tullio (Pd) - dunque, condividiamo le posizioni espresse dalla Fusco». Anche il sindaco di Andora, Franco Floris (centrosinistra) ha apprezzato il canale di dialogo aperto con la nuova amministrazione regionale. «Nello specifico - afferma Floris - crediamo anche noi che sia scorretto escludere gli immobili condonati dai benefici di legge, mentre suggeriamo alla Fusco di essere molto più cauta sulla questione di estendere il Piano alle imprese industriali, artigianali e agricole». «Abbiamo chiesto norme più semplici e chiare perché altrimenti a vincere è ancora una volta la burocrazia - sottolinea Alessandro Dolzan, assessore all'Urbanistica del Comune di Sanremo, amministrazione di centrodestra - E la Fusco mi è parsa molto determinata in questo senso. È una buona partenza». Dopo le polemiche dei giorni scorsi, insomma, l'assessore dipietrista incassa dai sindaci l'incoraggiamento ad andare avanti con la modifica di un Piano casa che, nei fatti, ha prodotto fin qui risultati modestissimi, soprattutto a causa di norme che i Comuni giudicano di difficile interpretazione. Ora, con il taccuino pieno di richieste che arrivano dal territorio, Marylin Fusco si presenterà in giunta per formulare le proprie proposte da sottoporre poi al consiglio regionale. Nei giorni scorsi l'assessore aveva manifestato l'intenzione di correggere la legge entro la fine di luglio. Ma non immaginava di finire subito vittima del "fuoco amico": prima le bordate della sinistra, assolutamente contraria a modifiche estensive, poi la presa di distanze del Pd, infine la decisione della maggioranza di "congelare" la discussione sul Piano casa, per evitare strappi traumatici. Ora la Fusco sa di doversi muovere con mille cautele e, forse, con una tempistica meno ambiziosa. B.L.