«BASTA CON QUESTA fuga nel passato. La Vincenzi ama moltissimo guardare al passato, invece di parlare del presente e del futuro della città. Ora bisogna finirla. Perciò sono disposto a partecipare ad audizioni in giunta, in consiglio comunale o in commissione consiliare per discutere delle scelte fatte dalla mia amministrazione. E se il Comune non è disponibile, facciamo un forum al Secolo XIX su questi stessi temi». Giuseppe Pericu, ex sindaco, avvocato, docente universitario di diritto amministrativo, getta il guanto di sfida dopo aver letto le indiscrezioni del Secolo XIX sul duro sfogo di Marta Vincenzi, nel segreto delle riunioni di giunta, a proposito del pasticcio brutto del Piano urbanistico comunale (Puc) annullato dal Tar. Un pasticcio che il sindaco avrebbe attribuito senza tanti complimenti al suo predecessore, appunto Giuseppe Pericu, con frasi del tipo: «Avete visto il grande amministrativista cosa ha combinato? Il nuovo sindaco è meglio che sia un operaio e non un avvocato». Professor Pericu, Vincenzi ha usato toni soft in pubblico ma, coi suoi collaboratori più stretti, ha avuto parole di fuoco nei suoi confronti. «Io non credo che Marta Vincenzi abbia detto quelle cose. Ma se così fosse, avrebbe assolutamente ragione quando afferma che per fare il sindaco non è necessario essere professori, avvocati o operai. Non occorre alcuna qualifica professionale. L'importante è farlo bene, il sindaco, operando sollecitamente azioni concrete». Più volte Vincenzi ha più o meno velatamente criticato le scelte fatte dalla sua amministrazione. «Sono stanco di questi rumors che mi riguardano. Perciò sono pronto a partecipare a una seduta tematica in consiglio comunale sulle operazioni che ho condotto durante la mia giunta. Sono disponibile a discutere di tutto: Spim, Ami, Amt, piano urbanistico. Posso prendere parte anche ad audizioni in giunta o in commissione consiliare». Anche in contradditorio con la Vincenzi? «In contraddittorio con chiunque. Certo che la Vincenzi, in quanto professoressa, mi pare un'interlocutrice adeguata...». Ma si presenterebbe pure in consiglio comunale. «Certamente, se i consiglieri lo vogliono. Ma non mi pare che, in questo momento, siano ossessionati dal lavoro. Avrebbero, quindi, tutto il tempo di ascoltarmi». Sta dicendo che l'attuale consiglio comunale non brilla per attivismo? «Obiettivamente non mi pare che produca molto. Ad esempio, sarebbe logico che in questo momento discutesse del nuovo piano urbanistico che sarebbe opportuno approvare in fretta per ovviare alle conseguenze della recente sentenza del Tar». I consiglieri discutono ciò che la giunta porta in aula e quello che prevede la normativa. «Appunto. E mi pare che abbiano spazi, se lo desiderano, per sentire quello che ho da dire. Altrimenti propongo al Secolo XIX di organizzare un forum sugli stessi temi: le decisioni che ho preso da sindaco». L'argomento, evidentemente, le sta molto a cuore. «Ritengo che sia sbagliato continuare a parlare del passato invece di occuparsi del presente e del futuro, dei problemi della città, che certamente non mancano. È ora di chiuderla, questa storia. Basta con questa fuga nel passato. Se ci sono problemi riferiti alla mia gestione, tiriamoli fuori e discutiamone. Io sono qui». Difende, quindi, tutte le decisioni assunte nel corso del suo mandato? «Dico solo che avrò commesso errori, fatto cose giuste o sbagliate ma, ripeto, sono pronto a confrontarmi con chiunque su quello che è stato, sono pronto a parlare di tutto». Veniamo al nodo attuale. Uno degli errori che, a torto o a ragione, le viene contestato riguarda, appunto, le procedure d'adozione del Puc, che per tale ragione è stato annullato pochi giorni fa dal Tar Liguria. «La strada seguita allora era giuridicamente incerta, perché incerta era la giurisprudenza in proposito, ma sostenibile. Abbiamo deciso di non sottoporre il Puc alle pubbliche osservazioni per ridurre i tempi di entrata in vigore del piano». Di quanto? «Circa due anni. Nel 2000, quando è stato approvato lo strumento urbanistico, il Puc era a bagno maria già da sei anni. Dalla giunta Sansa avevamo ereditato un migliaio di osservazioni. Se avessimo pubblicato il documento, ne avremmo ricevute altre 600. I tempi sarebbero stati troppo lunghi. Nn potevamo tenere ancora paralizzata la città». C'è chi considera la scelta poco trasparente. «Per carità, non parliamo di trasparenza. Siamo stati perfettamente trasparenti e rispettosi della legge. Tanto è vero che il Puc ha funzionato benissimo per dieci anni». Ora peròè saltato tutto. «La linea seguita dalla giunta Vincenzi mi pare corretta. L'annullamento vale solo per la parte del Piano oggetto del ricorso, quello contro il progetto di via Bosio. Quindi, tutto procede come prima. Ma se l'attuale giunta avesse approvato il nuovo Puc, non ci sarebbero questi problemi. E tre anni erano più che sufficienti per farlo». giuseppe pericu, ex sindaco di Genova
LIGURIA - Pericu: Vincenzi, ti sfidoa un confronto pubblico
Giuseppe Pericu, ex sindaco di Genova, ha lanciato un guanto di sfida contro Marta Vincenzi, attuale sindaca, affermando di essere pronto a partecipare ad audizioni in giunta, in consiglio comunale o in commissione consiliare per discutere delle scelte fatte dalla sua amministrazione. Pericu ha anche affermato di essere pronto a confrontarsi con Vincenzi su quello che è stato durante il suo mandato come sindaco. La sua critica si concentra sul piano urbanistico comunale (Puc) annullato dal Tar, che Pericu considera una scelta corretta.
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