«C'è qualcosa di interessante da vedere?» domanda una turista straniera in piazza Augusto Imperatore, indicando il Mausoleo. Una discarica, una «casa» per barboni e zingari, una «toilette» per cani, e sì, anche alcune antiche rovine romane ormai in stato di avanzato degrado. Ecco cosa si può vedere. È il Mausoleo di Augusto, cuore di piazza Augusto Imperatore: un'area archeologica abbandonata a pochi metri dalla più fortunata Ara Pacis, che, se non altro, da anni alimenta un cantiere e tante polemiche. Un cartello all'ingresso del parco che ospita il monumento ricorda che il luogo «è patrimonio artistico di Roma e del mondo» e invita i visitatori a non sporcarlo o danneggiarlo. Lo stesso cartello, però, è al centro di un parco ormai ridotto a sterrato, i cui unici colori sono il verde di alcune piante selvatiche infestanti e le sfumature metallizzate di diversi pezzi rotti di macchine e motorini, buttati dai proprietari e mai raccolti. La situazione non migliora scendendo le scale che conducono all'ingresso principale, dove si trovano crepe nei muretti, mattoni caduti e rimasti in terra accanto a lattine, pezzi di carta e rifiuti di vario tipo. Organici e non. Quella che doveva essere la maestosa tomba dell'Imperatore Augusto, simbolo del potere di un'intera dinastia, si è trasformata, infatti, in «casa di fortuna» per barboni - di notte - e nomadi di varia provenienza durante il giorno. Non manca nulla. Dei cartoni rigorosamente impilati uno sull'altro fungono da camera da letto. La scalinata sul retro è la «sala da pranzo», come dimostrano piatti e forchette di carta, scatole di tonno e bottiglie di vino e birra sui gradini. C'è perfino lo studiolo: in una delle nicchie delle mura, sono conservate riviste dal 1999 ad oggi. Non manca un numero. Per gli uomini, il bagno è contro una cancellata che protegge parte delle rovine. Per i loro amici quattro zampe, invece, è più comodo il prato. Residenti e non, infatti, amano portare i loro animali a fare i bisognini nella toilette storica. Un biglietto da 2,10 euro consente la visita all'interno del Mausoleo. Durante la settimana è necessario prenotare - ma ad Agosto non si può, perché chi se ne occupa è in ferie e non viene sostituito. Sabato e domenica, l'apertura è prevista dalle 10 alle 13, ma il più delle volte, a mezzogiorno, i cancelli sono ancora chiusi. D'altronde, non deve essere piacevole custodire il monumento. Mancano i bagni e l'odore di escrementi è così forte che gli stessi turisti visitano le rovine rapidamente, tappandosi il naso. Del Mausoleo rimane ben poco da vedere. Se la storia ha «rubato» marmi, statue e spettacoli - il Mausoleo è stato sede prima del Teatro Correa e poi dell'Audito-rium romano - l'incuria degli ultimi anni ha prodotto danni non meno gravi. Il monumento è un ricettacolo di immondizia ed una piccionaia con tanto di piume, escrementi ed uccelli morti. Manca l'illuminazione, eppure fili elettrici scoperti ed interruttori non a norma si trovano lungo le mura. Le rovine sono nascoste da arbusti e piante rampicanti. Nella parte superiore sono cipressi - come da disegno originale - ed arbusti secchi che non possono essere annaffiati in quanto le scale di accesso sono state chiuse tempo addietro. Sui fronti esterno ed interno della cinta muraria, crescono edera e rampicanti di vario tipo che, in alcuni casi, non potrebbero essere tagliati - sempre che qualcuno decidesse di farlo - perché sono l'unico «collante» tra i mattoni. Leggenda vuole che l'area ospiti i fantasmi di Augusto e di Cola di Rienzo, qui mutilato e bruciato nel 1354. L'unico fantasma però è proprio il Mausoleo, ancora in piedi, ma, evidentemente, invisibile per chi se ne dovrebbe occupare.
Il mausoleo-discarica? È patrimonio mondiale
Il Mausoleo di Augusto, un'area archeologica abbandonata a pochi metri dalla Ara Pacis, è stata trasformata in un luogo di fortuna per barboni e nomadi. La situazione è disastrosa: crepe nei muri, mattoni caduti, lattine e rifiuti di vario tipo sono presenti. La scalinata è la sala da pranzo, i cartoni sono la camera da letto, e lo studiolo è una nicchia delle mura. Il biglietto da 2,10 euro consente la visita, ma la prenotazione è necessaria durante la settimana. La mancanza di bagni e l'odore di escrementi rendono difficile la visita.
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