È l'area contigua a quella dove sorgerà il nuovo Ceppo. Cauto l'assessore Quattro terreni e otto fabbricati. Sono i beni di proprietà dello Stato che potrebbero passare al Comune di Pistoia grazie al federalismo demaniale. Tra questi, l'ex scuola materna, attualmente centro diurno per disabili, "Casa di Alice", l'ex deposito carburanti di Pontelungo e, soprattutto, una porzione dell'area di Campo di volo attigua a quella dove sorgerà il nuovo ospedale, del valore economico di 8 milioni e 323mila euro. Il governo ha approvato il 20 maggio il primo decreto attuativo del federalismo fiscale legato ai beni di proprietà dello Stato. Che potranno essere trasferiti ai Comuni "a titolo non oneroso", dopo l'individuazione di specifici criteri, nel caso l'ente locali li utilizzi "per la collettività". Se l'uso non fosse solo pubblico, e l'ente locale "valorizzasse" (cioè traesse profitti) dal bene, questi potranno essere usati solo per tagliare il proprio debito (col 75 dei ricavi) e quello statale (col 25). L'assessore al patrimonio Alberto Niccolai non si sbilancia ma ammette che la permuta delle ex Leopoldine (vedi articolo a lato) è stata sospesa nell'attesa che l'Agenzia del demanio stili l'elenco definitivo dei beni, e tra due settimane l'ufficio amministrazione patrimoniale avrà come ordine del giorno l'acquisizione dei beni del demanio e il riesame del piano delle alienazioni. «Una volta che lo stato avrà definito con esattezza anche il meccanismo giuridico del federalismo demaniale, progetteremo cosa fare dei beni di cui potremmo entrare in possesso. Anche coinvolgendo i cittadini con assemblee pubbliche, ma senza ricalcare il percorso seguito per le ville Sbertoli. Un lavoro ponderoso e, ad oggi, privo di risultati. Pensiamo ad un percorso più snello». A differenza di colleghi dei Comuni vicini, che all'idea di entrare in possesso di determinati terreni o immobili si sono già sbizzarriti pubblicamente sul loro utilizzo, la parola d'ordine di Niccolai è "pazienza". «Si tratta di beni trasferiti se ritenuti strategici. L'espansione a sud della città è un percorso da attuare indipendentemente dalla cessione dell'area del Campo di volo. Intanto acquisiamo il terreno e vediamo se avrà vincoli di destinazione o meno, anche se ritengo che l'uso più consono sarebbe quello a verde». A proposito di un altro bene in predicato di passare dallo Stato al Comune, cioè la caserma paracadutisti Marini, Niccolai definisce «complementari» la sua posizione e quella del capogruppo di An Alessandro Capecchi. Questi ha nuovamente invitato l'amministrazione a dichiarare il proprio interesse al governo per l'acquisizione dell'area, da trasformare in una cittadella del sapere. «È - afferma Niccolai - un'idea non in contrasto, ma complementare alla mia di spostare alla Marini alcuni uffici pubblici. Si tratta di un'area molto grande, oltre 90mila metri quadri. Vedo invece più difficile l'espansione delle attività sportive, a causa delle ristrettezze finanziarie del Comune».