Ottocentomila euro da Roma Così gli scavi dimenticati possono tornare a respirare Da anni crollo delle visite e lento declino. Con questi soldi migliore manutenzione e qualche restauro GROSSETO. L'anno scorso niente fondi, azzerati dal ministero. Oggi invece una boccata d'ossigeno: 800mila euro andranno all'area archeologica di Roselle. E altri 800mila alla cinta muraria di Talamone. Si tratta di fondi ministeriali assegnati (su bando) dalla Arcus, società per lo sviluppo dell'arte della cultura e dello spettacolo, costituita nel 2004 con atto del ministero per i Beni e le attività Culturali per sostenere progetti dedicati al mondo della cultura. Ad annunciarlo è Mario Cygielman, funzionario della soprintendenza archeologica della Toscana, lo stesso che l'anno scorso aveva annunciato - a malincuore - il taglio dei fondi da parte del ministero per Roselle e Vetulonia. Le risorse saranno ripartite nel triennio 2010-2011-2012. e per il parco rosellano serviranno a riqualificare l'area, fare manutenzione, restaurare le strutture e realizzare l'illuminazione. Continuerà anche il progetto già avviato sulle copie di statue romane. «Progetto già in corso e che potrà essere completato», spiega Giuliana Agricoli dell'ufficio di Grosseto della soprintendenza archeologica. «Abbiamo effettuato copie di statue: gli originali erano stati trovati a Roselle e sono esposti nelle sale del Museo archeologico della maremma. In questi giorni stiamo posizionando le copie nell'area di Roselle all'interno degli edifici da cui provenivano». Si prevede anche un nuovo impianto di cartellonistica per rendere fruibile l'area. «Insomma. I fondi permetteranno un rilancio dell'intera area archeologica. Il parco di Roselle è uno dei fiori all'occhiello della soprintendenza - prosegue Agricoli - perché è un sito in cui si alternano testimonianze che vanno dall'età etrusca a quella romana e al medioevo». Facendo manutenzione e creando servizi «speriamo anche di rendere più frequentato un sito importantissimo per l'archeologia, ma che è conosciuto molto più dagli stranieri che dagli italiani», dice Cygielman. «Come succede spesso, gli italiani preferiscono i paesi stranieri e le mete esotiche, ma conoscono poco delle bellezze, della storia e della cultura che hanno sotto gli occhi». La speranza, ora, è che i tempi della burocrazia siano snelli e che i fondi arrivino presto per iniziare presto i lavori. Il progetto era stato presentato l'anno scorso. È la prima volta che viene assegnata una cifra così consistente. «Del resto - conclude Cygielman - la situazione non è delle migliori».