Undici centri nel mirino del governo. Scende in campo anche lassessore Trombetti a favore della Stazione Dorhn Il sindaco Iervolino si appella al presidente della Repubblica per i tagli alla cultura, mentre lassessore regionale Trombetti difende la Stazione Dorhn. La manovra del governo colpisce undici tra istituti e centri culturali campani: Pietraroja, Società di scienze lettere e arti, Papiri ercolanesi, Storia amalfitana, Beni di Ravello, Biblioteca Croce, Napoli Novantanove, Istituto per gli studi storici, Istituto per gli studi filosofici, riserva naturale di Vivara. «Un conto sono i tagli, e quelli ci sono per tutti, tanto per i lavoratori quanto per le università. Ma io conosco molto bene Roberto Di Lauro (presidente della Stazione zoologica, ndr), ritengo sia uno dei più grandi scienziati dItalia e del mondo. Mi sta a cuore che possa continuare la sua ricerca e che la Stazione zoologica Anton Dohrn venga tutelata». Nella doppia veste di neo-assessore ed ex rettore, Guido Trombetti al "Sabato delle idee" a Città della scienza - organizzato da Fondazione Sdn, Suor Orsola, Conservatorio, Istituto per gli studi filosofici e Pan, e che aveva per tema "Napoli, la Città della produzione" - perora la causa dellistituto di ricerca per la biologia marina, minacciato dai tagli del decreto di governo. LAcquario va salvato, ma è bene introdurre un criterio attraverso il quale anche la cultura immateriale renda conto della propria attività, specie se finanziata con fondi pubblici. «Bisogna accettare - avverte Trombetti - lidea che tutti siano assoggettati alla valutazione». Come assessore allUniversità e alla ricerca, lex rettore si smarca con diplomazia dalle misure di Tremonti: in fondo il suo cuore batte ancora per la ricerca. Ma in materia di tagli il matematico è ottimista: «Non credo si sia trattato di una scure indiscriminata. Credo anche che istituti prestigiosi come quello dellavvocato Marotta, a cui sono legato da una grande stima, debbano sopportare una riduzione dei fondi. È un momento difficile. Aspettiamo». Diversamente la pensa Gianni Lettieri, presidente dellUnione industriali: «È stata usata laccetta. La Stazione Dohrn è una delle eccellenze napoletane. Ci sono cose che vanno salvaguardate e anzi incentivate. Tagli a istituzioni come quella di Marotta, che creano pensiero, vanno fatti col bisturi, non con laccetta». Al centro dellincontro di ieri, al quale hanno assistito in platea il prefetto Pansa, Marco e Franco Salvatore, Lucio DAlessandro, cera la creazione di un legame tra il mondo delluniversità e la ricerca, e quello delle imprese. Imprenditori, sindacalisti e amministratori chiamati a rispondere su quella che appare una soluzione poco adottabile a sud. «La Campania - ha detto Trombetti - è al terzo posto in Italia per centri di eccellenza, ma undicesima per i rapporti di collaborazione tra ricerca e aziende. Non esiste ricerca utile e inutile, semmai buona o cattiva». La difficoltà a relazionarsi è soprattutto per le piccole e medie imprese (in Campania sono 7000), ha sottolineato Lettieri. «Come Unione industriali stiamo faticosamente cercando di portare avanti questo rapporto con una serie di accordi, lultimo di poco tempo fa, con il Ceinge. In Italia gli spin off sono una decina. Nelluniversità di Stanford invece sono 2500, e tra essi ci sono marchi e realtà del peso di Google». Di qui il futuro poco roseo che attende i giovani, come sottolineato da Marco Zigon, presidente del gruppo Getra, dallamministratore di Schenker Italia, Riccardo Verde, e dal segretario Cisl Gianpiero Tipaldi, che hanno preso parte alla tavola rotonda moderata da Alfonso Ruffo, direttore del "Denaro". Un futuro che potrebbe essere cambiato «se venissero fatti partire i grandi processi di riqualificazione - dice Lettieri - Dopo quindici anni di stasi, cè un potenziale di crescita straordinario, ma al primo punto dobbiamo mettere la sburocratizzazione». Trombetti invece sollecita «chi deve assumere la responsabilità di fare delle scelte a "fare sistema": nessuno ce la fa da solo, ciascuno faccia di più e meglio il proprio dovere». Il neoassessore invoca nel contempo «una grande riforma della governance. Io sono qui proprio per tentare di accelerare questi processi», racconta Trombetti a proposito della sua scelta di entrare nella giunta Caldoro, «ho sempre pensato che se uno risolve i problemi, si accorciano le distanze tra gli interlocutori. Credo che questo sia davvero il tempo dei fatti». La chiusura regalata dallex rettore alla platea è in dialetto napoletano, una benedizione alla maniera del cardinale Sepe, ma di matrice laica e pragmatica: «E mo mettimmece a faticà».
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Il governo ha deciso di tagliare i fondi per undici centri culturali e istituti di ricerca in Campania. Il sindaco Iervolino ha chiesto al presidente della Repubblica di intervento, mentre l'assessore regionale Trombetti difende la Stazione Dorhn. Il neo-assessore ha anche difeso la Stazione zoologica Anton Dohrn, minacciata dai tagli del decreto di governo. Trombetti ha invitato a fare "sistema" e a fare delle scelte per accelerare i processi di riqualificazione. Ha anche sollecitato una grande riforma della governance. L'assessore ha detto che la Campania è al terzo posto in Italia per centri di eccellenza, ma undicesima per i rapporti di collaborazione tra ricerca e aziende.
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