Domani si decide la manifestazione per il teatro che rischia la chiusura Lassessore regionale Mezzetti: "Inaffidabile il governo, esiste un piano di rientro" Dopo quelli del Comunale, anche i lavoratori del Duse puntano al palcoscenico nobile di Piazza Maggiore per sensibilizzare i bolognesi sulla vicenda del loro teatro, sempre più a rischio di chiusura dopo lannuncio della soppressione dellEti. Domani, alla riapertura degli uffici dopo il weekend, si incontreranno per mettere a punto una manifestazione, con data ancora da decidere, mentre a Roma, nelle stesse ore, i sindacati nazionali dellEti continueranno la loro assemblea permanente per protestare contro il decreto firmato da Brunetta che pone lEti tra gli "enti inutili". In settimana, si muoverà pure Giancarlo Mazzuca, parlamentare Pdl e tra i membri della commissione cultura. «Giovedì porterò uninterrogazione in commissione, perchè le notizie finora emerse parlano dellEti, ma nulla dicono sul destino dei teatri che lente gestisce e dei lavoratori coinvolti», dice il candidato sindaco alle prossime elezioni. E conferma: «Cè necessità di muoversi subito, per difendere questa parte importante del patrimonio culturale cittadino». «Ciò che sappiamo noi è quanto è uscito sui giornali - sostiene Onofrio Cutaia, direttore generale dellEti -, non essendo il provvedimento ancora pubblicato. Aspettiamo di leggerlo per capirne di più». Poi conferma che, in accordo col commissario Cancellieri, incontrata nei mesi scorsi, è già stato chiesto un appuntamento al nuovo assessore regionale Massimo Mezzetti: il quale, sollecitato ieri a margine di un convegno, ha definito il ministero responsabile, quello dei Beni Culturali, «assolutamente inaffidabile». «Per il Duse - ha spiegato Mezzetti -, stavamo ragionando su un progetto di recupero e sviluppo, ma purtroppo, se lazzeramento dellEti fosse confermato, verrà tutto rimesso in ballo. E questo è un problema, per via dun governo inaffidabile, e dun ministero dei Beni Culturali assolutamente inaffidabile, che ogni giorno cambia le carte in tavola e non permette di ragionare su progetti, che ci sono, di recupero e di rientro dalle diseconomie». Le scadenze si fanno impellenti. Da tre anni è in attesa di una soluzione, dopo che lex ministro Rutelli aveva imposto allEti di dismettere i teatri a sua diretta gestione, tra cui quello di via Cartoleria. Le proroghe per questo passaggio sono state tante. Tra queste, quelle per laffitto da Stefano Degli Esposti, il privato proprietario non solo dei muri, ma anche della licenza per lattività: la prossima scadenza è a fine luglio. E in questi giorni vengono infine compilati i cartelloni della prossima stagione, contattando compagnie e artisti. Tutto fermo, in attesa di chiarimenti.
BOLOGNA - I lavoratori del Duse pronti per piazza Maggiore
Domani si incontreranno i lavoratori del Duse per decidere la manifestazione per il teatro, che rischia la chiusura a causa della soppressione dellEti. I sindacati nazionali dellEti continuano a protestare contro il decreto del ministro Brunetta. Il candidato sindaco Giancarlo Mazzuca porterà uninterrogazione in commissione per discutere del destino dei teatri gestiti dallEti. Il direttore generale dellEti, Onofrio Cutaia, conferma che è già stato chiesto un appuntamento con lassessore regionale Mezzetti per discutere della situazione. Mezzetti ha definito il ministero dei Beni Culturali assolutamente inaffidabile e ha espresso preoccupazioni per il futuro dei teatri gestiti dallEti.
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