Nella lista Triennale, Poldi Pezzoli, Museo della scienza Gli enti nel mirino "Così rischiamo di chiudere". E annunciano un appello al governo È rivolta, tra le fondazioni culturali lombarde, per i tagli annunciati nella manovra finanziaria. Per 29 enti di cui 20 a Milano - su un totale nazionale di 232, tanti ce ne sono in una prima lista compilata a Roma - potrebbero chiudersi i rubinetti, salvo la possibilità di accedere, in futuro, a eventuali contributi per chi ne farà "documentata e motivata richiesta". «Così rischiamo di chiudere» dicono i presidenti degli istituti, che stanno preparando un appello congiunto da mandare al governo. La penalizzazione potrebbe colpire eccellenze come la Triennale o il museo nazionale di Scienza e Tecnologia, che riceve contributi pubblici pari a 2,5 milioni di euro (per metà dal ministero) pari al 25 per cento del suo bilancio. E a farne le spese sarebbero turisti, scolaresche e studiosi: «Finora laccesso alla casa di Manzoni era gratuito. Ora potremmo chiedere il pagamento di un biglietto o chiudere la biblioteca», annuncia Giammarco Gaspari, presidente della Fondazione centro nazionale di studi manzoniani. Nella prima stesura della lista cè di tutto: dal comitato "Un secolo di fumetto italiano" di Milano al "Centro di cultura scientifica Alessandro Volta" di Como. Luisa Finocchi, direttrice della fondazione Mondadori, parla di «rischio di taglio indiscriminato» che «ci costringerebbe a misure drastiche: mi auguro che le istituzioni culturali si muovano in modo unitario». Il contributo ministeriale alla Mondadori, che raccoglie 26 fondi - dichiarati dalla Soprintendenza di interesse storico - di scrittori ed editori dal 1844 a oggi (oltre a materiale fotografico e audiovisivo), oggi è (su un bilancio di oltre 700mila euro) di 25mila euro allanno. «È lo stesso dal 1995 - dice Finocchi - ma nel frattempo molti finanziamenti pubblici sono venuti meno. Con un nuovo taglio non so come riusciremmo ad andare avanti». Non basterebbe il nuovo fondo? «Già ora le nostre richieste si basano su rendiconti dettagliati. Nessuno è contrario alla valutazione della qualità. Ma chi valuta? E con quali risorse?». Nella lista dei possibili tagli pure laltra fondazione editoriale in città, la Feltrinelli, che ha appena annunciato la costruzione di una nuova sede a Porta Volta. Preoccupato anche Antonio Padoa Schioppa, il giurista che presiede listituto lombardo Accademia di Scienze e lettere di Milano: «I 60mila euro lanno che riceviamo servono ad accendere la luce e a pagare sei dipendenti. Per il resto lavoriamo gratis. Ma ora potremmo chiudere». Listituto, voluto da Napoleone nel 1797 e inaugurato da Volta nel 1803, è una delle più prestigiose espressioni della Milano figlia dellIlluminismo: «Organizziamo ogni anno cicli di conferenze umanistiche e scientifiche, con la caratteristica, oggi molto attuale, dellinterdisciplinarietà» spiega Padoa Schioppa. Annalisa Zanni dirige il museo Poldi Pezzoli, riconosciuto dal 1881 come ente di interesse nazionale. «Il contributo ministeriale era stato già decurtato del 12 nel 2007 e nel 2008, e del 20 nel 2009. Riceviamo 30mila euro ma con costi pari a 900mila euro allanno. E anche la Provincia ha annunciato tagli». La fondazione pesa così sempre di più sul Comune di Milano, che contribuisce con 100mila euro. Potrebbe diventare molto difficile organizzare mostre, come quella prevista a ottobre su Botticelli, che attirano visitatori da tutta Europa. «Ma siamo pronti a tener duro col rigore che ci ha sempre contraddistinti». Nellelenco figurava ieri anche lIstituto per la storia dellarte lombarda, che sta censendo 20mila beni culturali degli enti sanitari della regione e le ville storiche della Brianza per preparare itinerari turistici tematici: unattività che serve anche al turismo, come spiega Ferdinando Zanzottera, del consiglio di presidenza, che aggiunge: «I nostri contributi, per ragioni burocratiche, erano stati già eliminati e speravamo di riottenerli. Ora questeventualità ci lascia increduli». (da. c.)