Il sindaco Moratti favorevole ma prevale il rinvio, insiste l'assessore Finazzer Flory Non c'è pace nei rapporti fra Maurizio Cattelan e il Comune di Milano. Ieri la giunta ha nuovamente rinviato la delibera sulla retrospettiva dell'artista, che già sei anni fa aveva diviso il mondo politico con l'installazione dei bimbi impiccati, fantocci appesi ad un albero di un parco milanese. Motivo del contendere il dito medio alzato, opera che dovrebbe essere collocata nel prossimo luglio in piazza Affari, davanti alla sede della Borsa. La questione era già stata discussa due settimane fa: il sindaco Letizia Moratti aveva per dato il via libera all'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, che si era detto pronto a dimettersi se si fosse bloccata l'iniziativa su Cattelan. Ieri, invece, il nuovo stop. Assente Finazzer, impegnato a Torino alla presentazione del Festival MiTo, ha per primo preso al parola l'assessore Carlo Masseroli (Pdl), sostenendo che «l'amministrazione comunale non può essere culturalmente subalterna alle provocazioni di Cattelan». Masseroli insiste: «E' chiaro che si tratta di un'affermazione simbolica e che vuole far passare un messaggio che non siamo obbligati a condividere». Critico anche il suo collega Giampaolo Landi di Chiavenna: «Quale liberale, è ben lungi da me l'idea di censurare il diritto di critica e di espressione. Cattelan esponga, quindi, come gli altri artisti che si sono succeduti a Milano nelle sale del Padiglione d'arte contemporanea, dove i milanesi potranno valutare in libera autonomia il valore artistico dell'opera. Ciò che per me è imprescindibile, conclude Landi, è non fare di Milano la capitale del brutto». Anche altri assessori e il direttore generale Giuseppe Sala («Pare un insulto al risparmiatori») si sono espressi contro la proposta. Di fronte a queste posizioni, l'assessore Giovanni Terzi insieme al collega Maurizio Cadeo ha proposto un'alternativa: «se non ci pare adatta la collocazione, mettiamo il dito davanti a Palazzo Marino». D'accordo con Terzi il leghista Massimiliano Orsatti: «Se vogliamo essere città capitale dell'arte contemporanea, dobbiamo saper accettare anche quello che non ci piace». Il sindaco, a quel punto, ha scelto di far rinviare la delibera. «Io sostengo questa iniziativa», ha ribadito la Moratti, che nei giorni scorsi aveva così giustificato il via libera al dito medio: «L'arte è libertà di esprimersi ed è ironia». Tuttavia, aggiunge adesso, «ho pensato di rispettare il dibattito in giunta e attendere la presenza dell'assessore per decidere». Dal canto suo, Finazzer pare stizzito: «Quello che dovevo dire l'ho già detto. L'opera di Cattelan è una delle dieci installazioni che ci sono state donate dall'associazione Acacia e che verranno poi collocate nel Museo d'arte contemporanea che inaugureremo nel 2012». Il Pd, con il capogruppo in consiglio comunale, Pierfrancesco Majorino, tira le conclusioni: «La giunta Moratti ancora una volta si mostra totalmente priva di una direzione forte in campo culturale».