Il Consiglio dei ministri azzera tutti i contributi La manovra del Governo «massacra» anche le istituzioni culturali veneziane, con quelle del resto del Paese. Azzerati i contributi annuali che il Ministero dei Beni Culturali erogava alle principali tra esse. Fondi vitali per molti di essi e si annuncia già un'azione di protesta congiunta, dalla Fondazione Cini all'Istituto Veneto. Tra gli enti che vedono dalla scure di Tremonti azzerato il contributo statale, l'Ateneo Veneto, la Fondazione Giorgio Cini, la Fondazione Querini Stampalia, la Fondazione Levi. E, ancora, l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti e la Società Europea di Cultura. Non rientrano nell'elenco istituzioni maggiori come la Biennale e la Fondazione Teatro La Fenice, ma solo perché per esse sono attivati altri capitoli di spesa ad esempio all'interno del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo ma è da attendersi una riduzione dei contributi anche per esse. I finanziamenti alle istituzioni culturali veneziane erano stati già gradatamente ridotti negli ultimi anni, ma senza arrivare alla loro totale soppressione, come se per il Governo non esistessero più, al di là dei loro meriti e dell'attività svolta. Per alcuni di essi in pericolo anche le qualifiche di onlus enti senza fini di lucro visto che la concessione di questo status, che garantisce benefici di carattere fiscale, è legato appunto all'erogazione di contributi pubblici. Teoricamente, queste istituzioni potrebbero poi fare domande per accedere al nuovo fondo dove confluiranno il 30 per cento delle risorse raccolte con la lotta all'evasione fiscale che potrà essere ridistribuito per la cultura. Ma a decidere a chi darli saranno direttamente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e non più quello dei Beni Culturali Sandro Bondi, con criteri, dunque, che saranno assolutamente discrezionali.