ZUCCONI: IL PD DOVREBBE ASCOLTARE DI PIÙ Prosegue la polemica sui Regolamenti urbanistici (permissivi) che contraddicono il Piano strutturale. Massimo Zucconi e, Vezio De Lucia ribadiscono le critiche, l'ufficio tecnico cerca di difendersi. In Toscana ci sono buoni principi e cattiva prassi. Non c'è una visione del futuro e non ci sono anticorpi. Manca l'aspetto educativo della politica «La Toscana, il Pd toscano, dovrebbe farne tesoro, invece le critiche le vive con sofferenza. Il partito dovrebbe ascoltare di più, essere più dinamico. Se non lo capisce vuol dire che è in crisi». Parola di un ex. Un ex di lusso come Massimo Zucconi, fino al 2004 uno degli uomini di punta dei Ds piombinesi, dirigente pubblico e dal 2002 al 2007 presidente della società Parchi Val di Cornia. Oggi, quasi sostituendo l'opposizione nel Consiglio comunale di Campiglia Marittima, è la vera spina nel fianco della giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Rossana Soffritti. È stata la sua lista civica, «Comune dei cittadini» l'anno scorso ha incassato il 18,5 a sollevare un caso che rischiava di passare inosservato. Quello di un piano strutturale che fino al 2020 prevede un massimo di 650 alloggi da costruire, ma che secondo i «civici» grazie al regolamento urbanistico approvato dal Comune il 12 maggio, consentirebbe già per i prossimi cinque anni la costruzione di oltre 700 alloggi grazie all'edilizia sociale (che premia il costruttore) e lo sfruttamento delle cosiddette aree critiche. Zucconi siete i responsabili di uno scontro politico che in Val di Cornia non si vedeva da almeno quindici anni. Stupisce che il grimaldello di questa situazione sia un ex del partito «Sono stato iscritto prima al Pci, poi al Pds e ai Ds. Me ne sono andato nel 2004 dopo una serie di tensioni che si erano create proprio a partire dai temi urbanistici». Spieghi meglio «Non ho condiviso i piani regolatori di questo territorio fin dal 1995. Alcune scelte che hanno riguardato il parco di Rimigliano a San Vincenzo dove il Comune ha permesso la costruzione di un grande albergo. Era il '96 e io da consigliere comunale di Campiglia non votai il piano regolatore perché secondo me conteneva già i germi di una logica espansiva. Oggi infatti ci troviamo con una quantità di alloggi smisurata e una qualità abitativa che peggiora». Siete stati accusati dai sindaci di Piombino, Suvereto e Campiglia di «sfacciataggine» e «smemoratezza». Loro difendono la bontà della pianificazione territoriale in Val di Cornia. È davvero tutto da buttare? «Mi riaggancio a quanto ha detto l'assessore Anna Marson. Dico che i principi contenuti nella legge 1 del 2005 che tutela il paesaggio sono di buon governo. Un altro discorso è come viene applicata questa legge. Dobbiamo però riflettere sulla natura stessa dei piani strutturali, che sono piani di principio, ma non fanno quello che l'urbanistica dovrebbe fare: scelte concrete sul territorio. Disciplinare e localizzare gli interventi». Vuol dire che i Comuni applicano male la legge toscana? «Il punto critico sono i regolamenti. Che ogni Comune si fa e approva. Nel caso di Campiglia il regolamento tradisce il piano strutturale. La Toscana può essere presentata come una terra di buoni principi, ma con una prassi che spesso li contraddice. Condivido quanto dice il presidente Enrico Rossi che l'identità della nostra regione è fatta di patrimonio culturale, di centri storici e campagna. Ma non mi sembra ci sia una seria volontà di tutela del nostro territorio se nelle campagne consentiamo di fare di tutto trascurando agricoltura e paesaggio». È una critica anche al Pd toscano? «Credo che la Toscana nei suoi gangli istituzionali e politici non sia così consapevole e convinta della strategia che viene annunciata. A mio parere c'è una debolezza politica. Guardo a Campiglia dove secondo me è venuto meno anche l'aspetto educativo della politica con gli amministratori lasciati da soli nello scontro tra interessi privati e interessi generali. C'è un appiattimento del dibattito, qui l'opposizione è da 15 anni in silenzio. E se penso ai Ds e al Pd locale sono decenni che non vedo un comunicato del partito, ma solo del sindaco e dei tecnici del Comune. Credo non ci sia una visione del futuro e senza anticorpi abbiamo subito le pressioni degli interessi immobiliari. È mancata la politica. In Toscana c'è uno scarto troppo ampio tra la fase dell'enunciazione e la pratica. Si predica bene e si razzola male. Non avremo tutte le ragioni, ma il confronto è necessario. Qui criticare è quasi come essere eretici». E voi con la lista civica ne avete approfittato «Abbiamo intercettato il voto di protesta. I dieci anni del sindaco Silvia Velo (oggi parlamentare) sono stati anni di silenzi che hanno mortificato la democrazia e la trasparenza del Comune. Non hanno saputo gestire le cave e gli impianti produttivi sono stati realizzati in campagna lasciando degradare il centro. Venturina è un dormitorio, non c'è una piazza, non c'è identità». Eppure lei fino al 2007 e ancora oggi da dirigente al Comune di Piombino è a stretto contatto con gli uomini e il partito che critica «Sono sempre stato un dirigente pubblico e tuttora lo sono. Ho scelto di dedicarmi alla costruzione dei parchi, alla società Parchi Val di Cornia. In quel momento mi sono reso conto quanto valga il nostro patrimonio paesaggistico e più cresceva la mia sensibilità più mi staccavo dalla politica. Sono uscito nel 2007 dalla gestione dei parchi da uomo libero. Il mio mandato cessava, ma credo che non fossi nemmeno più gradito. La mia lista civica non vuole diventare un partito, solo riportare la discussione e la trasparenza in Consiglio comunale. Se non ci fossimo stati noi nessuno avrebbe detto nulla su questo regolamento». Il regolamento ammette il raddoppio degli alloggi in edilizia sociale. Ma secondo i tecnici del Comune ciò non avverrà «per mancanza oggettiva di spazio fisico a disposizione». Insomma il raddoppio ci sarà o no? «Questo mi sembra un principio inedito nell'urbanistica: l'autoregolazione dei costruttori. Ogni considerazione è superflua. Così come è scritta quella norma vuol dire raddoppio. Se il Comune non vuole davvero il raddoppio degli alloggi deve fare una cosa molto semplice: cancellare la norma».
TOSCANA - URBANISTICA. ZUCCONI: "Io compagno eretico, accuso Venturina"
Massimo Zucconi, un ex dirigente pubblico e dirigente della società Parchi Val di Cornia, critica il piano strutturale della Toscana e il regolamento urbanistico approvato dal Comune di Campiglia Marittima. Secondo Zucconi, il piano strutturale prevede un massimo di 650 alloggi da costruire, ma il regolamento consentirebbe già la costruzione di oltre 700 alloggi grazie all'edilizia sociale e allo sfruttamento delle aree critiche. Zucconi sostiene che il Pd toscano dovrebbe ascoltare di più e essere più dinamico, e che la Toscana ha bisogno di una visione del futuro e di anticorpi per contrastare le pressioni degli interessi immobiliari.
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