Silvio Berlusconi si è finalmente paragonato a Benito Mussolini e l'ha fatto a Parigi, senza possibili fraintendimenti. Era ora. In effetti, nella considerazione che egli ha del Parlamento, fra l'aula "sorda e grigia", possibile "bivacco di manipoli" del duce e le Camere di oggi costrette a lavorare soltanto sui decreti legge del governo o a non fare nulla, la differenza è, alla fine, pochina. Mussolini diceva di poter comandare soltanto al proprio cavallo, mentre Berlusconi aveva, e forse ha, degli stallieri in villa, ma non sa stare in sella, non pratica l'equitazione. I guai più seri, per lui, cominciano però quando accenna ai gerarchi quali unici e veri detentori del potere, e qui i confronti diventano inevitabili e, ahilui, schiaccianti. Per i gerarchi berlusconiani ovviamente. Vi pare infatti che Maria Stella Gelmini, ritenuta inefficiente già quale presidente del Consiglio comunale di Desenzano, possa competere minimamente col filosofo Giovanni Gentile o con lo stesso Luigi Federzoni all'Istruzione? E vi sembra che un valletto diligente qual è Angiolino Alfano possa essere minimamente paragonato ad un grande (anche in senso negativo, s'intende) del diritto qual era Alfredo Rocco? Se poi passiamo alla cultura e ai beni culturali, Giuseppe Bottai batte Sandro Bondi (o Sgarbondi dopo la recente nomina) con un secco 6-0 6-0, anche perché col primo lavoravano trentenni che si chiamavano Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi fondatori dell'Istituto Centrale del Restauro e di altre cosette. Mentre Bondi - che al Collegio Romano, peraltro, vedono ormai assai di rado - ha, in pratica, eliminato gli storici dell'arte dal vertice e ha per factotum Salvo Nastasi e adesso il superassenteista Sgarbi al Polo museale di Venezia (con chi potrà prendersela adesso il povero Brunetta?). E volete mettere la differenza di statura, anche tragica, alla fine, fra Galeazzo Ciano e Franco Frattini agli Esteri? E' vero, poi nel partito c'erano gli Starace e i Muti ("d'accento e di pensier", si ironizzava allora). Ma non è che con Denis Verdini ci sia stato questo gran salto di qualità, se non sul piano degli affari privati. Mi rendo conto di star camminando su di una cresta pericolosamente scivolosa. Però il parallelo Berlusconi-Mussolini stavolta l'ha fatto il nostro premier. A ciascuno il suo, con tutte le ricadute (da cavallo) del caso. Un ultimo parallelo: in una delle innumerevoli serate di "Porta a Porta", il conduttore fece rilevare all'onorevole Alessandra Mussolini che "anche il nonno, di donne ne aveva parecchie". "Sì, ma non ne ha fatta nessuna ministro". E sì che almeno una, Margherita Sarfatti, aveva tutti i titoli culturali per farlo (e nell'ombra lo fece a lungo). Abbiamo toccato il fondo. Già, ma dov'è 'sto fondo?
GOVERNO - Silvio Berlusconi si è finalmente paragonato a Benito Mussolini.....
Silvio Berlusconi ha paragonato se stesso a Benito Mussolini, affermando che entrambi hanno il potere di comandare soltanto a se stessi. Berlusconi ha anche criticato i gerarchi del suo partito, affermando che non sono in grado di competere con grandi intellettuali del passato. Ha anche criticato la cultura e i beni culturali del suo partito, affermando che non sono all'altezza di quelli del passato. Berlusconi ha anche fatto un parallelo con la storia, affermando che anche il nonno di Alessandra Mussolini, Benito Mussolini, non aveva fatto nessuna ministro. Il presidente del Consiglio ha anche criticato la cultura e i beni culturali del suo partito, affermando che non sono all'altezza di quelli del passato.
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