La Regione: «La procedura ha seguito altre regole» GLI ERZELLI non sono in pericolo. Il timore di uno stop prolungato ai cantieri sul territorio del Comune di Genova, innescato dalla sentenza del Tar, non tocca di fatto quello che è di gran lunga il progetto edilizio più grosso, considerando tutta l'area, messo in piedi negli ultimi anni in città. Con un costo stimato di oltre 200 milioni, la costruzione del villaggio hi-tech sulla collina degli Erzelli è, in Liguria, la più grande operazione immobiliare degli ultimi anni, anche se le aziende edilizie liguri non sono state, per ora, coinvolte in primo piano nel progetto. «I lavori che daranno vita al progetto del parco hi tech degli Erzelli - spiega Giovanni Battista Poggi, direttore generale della pianificazione della Regione Liguria - non rientrano nel Puc (piano urbanistico comunale), bensì nel Ptc, sigla che sta per piano territoriale di coordinamento». In pratica si tratta di una legge degli anni '80, per effetto della quale su determinate aree strategiche, anche all'interno del territorio comunale, a dettare legge è la Regione. Quindi, data la competenza regionale, un eventuale stop definitivo al Puc non interessa comunque i cantieri che dovrebbero portare alla costruzione del più grande parco scientifico - tecnologico del Mediterraneo, con le sedi di più di 200 aziende (come la tedesca Siemens). Il cuore pulsante del villaggio hi tech dovrebbe essere la casa della nuova Facoltà di Ingegneria: una modernissima sede di 90mila metri quadrati. Finanziata con denaro pubblico: 85 milioni dallo Stato e 25 dalla Regione. «Nello specifico, anche i cantieri già programmati che devono partire a breve non subiranno nessuno stop», garantisce Piero Mensi, amministratore delegato di Genova Hi Tech, società proprietaria dell'area. «Entro la fine dell'anno sarà dato il via al rifacimento di via Melen, che dovrebbe essere allargata e alla costruzione del tratto mancante di via dell'Acciaio».