MA IN POLITICA NON CONTA Bilanci ok e grandi risultati GAVORRANO. Bilanci approvati (sia il preventivo 2010 che il consuntivo 2009), conti in ordine, struttura snella, risultati incontestabili raggiunti a braccetto dei vari Comuni, soprattutto Gavorrano. Hubert Corsi faceva leva su questi elementi per ottenere la proroga (per sé e per il Comitato di gestione) almeno fino al prossimo 31 dicembre. Invece è andata diversamente. La politica che fagocita tutto. Il Parco archeo-minerario delle Colline Metallifere si estende su sette comuni della zona nord della provincia e comprende oltre 80 siti di interesse minerario, geologico, storico e naturalistico, un'area vasta caratterizzata da emergenze di archeologia industriale uniche in Italia. Una creatura che Hubert Corsi ha prima progettato, poi creato, infine preso per mano e condotto a ciò che è oggi. «Abbiamo avuto grandi difficoltà iniziali - racconta Corsi - addirittura la Banca d'Italia non ci riconosceva il titolo giuridico per appoggiare presso di lei i fondi del primo contributo statale. C'erano i soldi ma non si sapeva come farli arrivare e utilizzarli. Paradossale ma vero. I vari consigli di amministrazione che mi hanno affiancato in questi anni sono stati composti da persone capaci, pazienti, consapevoli dell'importanza della sfida e della condivisione da parte delle popolazioni locali. In 8 anni è stata messa in piedi una struttura "nuova", per concezione e organizzazione, di cui in Italia mancavano riferimenti normativi e cognitivi. Un modello che non trovava riscontro nelle precedenti esperienze di parchi nazionali racchiusi nella Legge 394». Insomma un parco promosso dal "basso", voluto - tenacemente voluto - dagli abitanti di un territorio che non volevano disperdere e cancellare la propria memoria storica e socio-culturale. E ora minacciato dall'alto.
TOSCANA - Parco archeo-minerario delle Colline Metallifere
Il Comitato di gestione del Parco archeo-minerario delle Colline Metallifere, creato da Hubert Corsi, ha ottenuto grandi risultati con i bilanci approvati e la struttura snella. Tuttavia, la politica che fagocita tutto ha minacciato il parco, che è stato voluto dagli abitanti del territorio per preservare la propria memoria storica e socio-culturale. La Banca d'Italia non ha riconosciuto il titolo giuridico per appoggiare i fondi del primo contributo statale, ma i vari consigli di amministrazione hanno lavorato per mettere in piedi una struttura "nuova" per concezione e organizzazione.
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