La ricetta antidegrado di Bonifazi: «Più gente circola più controllo sociale c'è» Portare gli uffici comunali all'ex ospedale. Trasformare in appartamenti gli uffici di piazza della Palma e via Sonnino. "Adottare" gli angoli del degrado e far tornare le mura il salotto buono di Grosseto, verdi e pieni di fiori, con bar e chioschetti per ragazzi e famiglie. Il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, risponde a tutto campo sui problemi del degrado sollevati dall'associazione Amici del centro storico. «Nessun disinteresse», spiega mostrando le foto scattate tre mesi fa, anzi. Il sindaco ricorda i buoni propositi in corso, la rivoluzione dei palazzi comunali che riqualificherà il volto urbano. E il sogno di «creare punti di aggregazione sulle mura: la migliore forma di controllo sociale». Questione non facile per i vincoli imposti dalla Soprintendenza, che ha appena bocciato una caffetteria per il bastione Maiano. Sindaco, partiamo dalla discarica nel cortile del polo universitario? «Prima di tutto ringrazio l'architetto Aureli che è sempre un attento osservatore dei problemi della città. Per il cortile abbiamo già disposto di fare recinzioni, tagliare l'erba e regolamentare l'accesso di automezzi. Ma siccome non si possono fare interventi senza che abbiano una finalità ben precisa, il tutto è incorniciato in un progetto più ampio, che Aureli conosce». Si riferisce al progetto di recupero dell' ospedale? «Il Comune ha scelto da un paio d'anni di far restare il suo personale e la sua forza lavoro in centro, e ha identificato l'intero stabile come sede unica del palazzo comunale. Al momento stiamo preparando un disciplinare per fare un concorso di idee, e arrivare a una gara, che sulla base di un progetto qualificante ci porti a fare lì la sede del palazzo comunale. Non per la rappresentanza politica ma per gli uffici. Ci sono 12mila metri quadrati in cui sistemare 350 dipendenti su 550. Restano fuori i dipendenti addetti alle scuole e gli addetti ai servizi di manutenzione e cantiere, oltre ai poliziotti municipali per cui faremo una caserma apposita». La manutenzione è legata alla rivoluzione degli spazi? «La via della riqualificazione passa da qui. Con l'inaugurazione della nuova ala del tribunale si è liberata l'ex Gil dov'erano i giudici di pace. Lì andrà la facoltà di lettere e archeologia, attualmente alle Clarisse. Alle Clarisse sarà fatta la pinacoteca. Il puzzle si sta muovendo. L'ospedale vecchio, salvato dall'abbandono, ospiterà gli uffici comunali inclusi quelli di piazza della Palma e via Sonnino (assessorato al turismo, ai lavori pubblici e urbanistica), che verranno trasformati in immobili residenziali. Dietro ci sarà il regolamento urbanistico. Ed è un progetto a medio-lungo termine che è iniziato con noi». Parliamo delle mura. Quali prospettive? Per Aureli il progetto delle mura ha puntato più sull'aspetto militaresco che sull'aspetto della fruizione. «Qui ci sono due linee di pensiero. Da una parte abbiamo un pool di architetti (Alessandro Marri e Luca Perin, ndc) che hanno lavorato con varie amministrazioni: col sindaco Valentini, col sindaco Antichi, col vicesindaco Bellettini e con noi. Ma c'è chi tra i professionisti la pensa in modo diverso. Dalle contestazioni di Aureli posso rilevare che alcune questioni sono vere e vanno risolte. Il problema dell'accesso: che al Cassero non si possa accedere con facilità è vero e va rimediato, com'è dimostrato da una certa forma di degrado. L'ingresso è una specie di mulattiera e salire le scale è pericoloso. Ciò ne limita fortemente la fruizione o la limita ai ragazzi che fanno salino a scuola. Con la ditta che fa il taglio del verde sulle mura stiamo mettendo a punto un progetto che ripristini vialetti, verde e illuminazione. Soprattutto abbiamo bisogno di metterci attività economiche che non siano impattanti. Intanto stiamo andando avanti coi progetti di consolidamento approvati tra'94 e'96». A che punto è il progetto dell'ascensore al bastione Maiano? «Già costruito, entrerà in funzione perché la Soprintendenza gli ha dato il via libera. Ma ha bocciato il progetto di una caffetteria. Quindi anche l'uso dell'ascensore, forse, non tornerà così utile. È il problema che le mura vanno fatte vivere. Sviluppare forme di aggregazione è la migliore forma di controllo».
GROSSETO. Comune all'ex ospedale e bar sulle mura
Il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, risponde a questioni sollevate dall'associazione Amici del centro storico. Ha iniziato a lavorare su un progetto di recupero dell'ospedale, che sarà sede unica del palazzo comunale. Il progetto prevede la trasformazione degli uffici comunali in immobili residenziali. Il sindaco spiega che il progetto delle mura è stato discusso con vari architetti e che ci sono due linee di pensiero. Una parte vuole sviluppare forme di aggregazione e controllo sociale, mentre un'altra parte vuole enfatizzare l'aspetto militaresco. Il sindaco afferma che il problema dell'accesso alle mura è vero e che stanno lavorando per migliorare la fruizione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo