La passeggiata armato di fotocamera in compagnia di tecnici e segretaria risale al 28 febbraio Il viaggio di Bonifazi in 30 foto tra scritte, sporcizia e bici rotte Le zone peggiori il sottopasso di via Sauro, quello all'ospedale. Erba alta alla Cittadella sembra di essere nella Savana Il degrado a Grosseto non è solo in centro storico, sulle mura, al Cassero o all'ex ospedale. Basta fare un giro negli angoli suburbani, percorrere il sottopasso di Barbanella o dell'ospedale per trovarli riempiti di sporcizia, scatoloni ammassati e graffiti osceni. Angoli di via Sauro imbrattati da "Nico Laura" che hanno lasciato un ricordo indelebile del loro amore; un affamato di turno che ha spruzzato "bombolony" con la Y tra le crepe di un muro. Il degrado, insomma, non si respira solo in centro ma anche in periferia. E a certificarlo (in questo caso) non è un cittadino qualunque, né un'associazione che protesta col sindaco di Grosseto, ma il sindaco stesso, reporter d'eccezione, che ha scattato un dossier di 30 foto. Il 28 febbraio Emilio Bonifazi ha fatto un giro della città con due operai, la segretaria Marta e una fotocamera al seguito. Obiettivo, esplorare gli angoli che non ti aspetti o non vorresti mai vedere. Centro storico e periferia, sottopassi e cunicoli imbottiti di sporcizia e pericoli da sconfiggere. Una risposta preventiva, forse, a chi ora lo accusa di disinteressarsi ai problemi di Grosseto: oppositori politici o gruppi di residenti. I giorni scorsi avevamo fatto un tour in città con l'architetto Roberto Aureli, presidente dell'associazione Amici del centro. Il gruppo è nato a fine aprile per segnalare il degrado del centro storico e se necessario pungolare il Comune. Insieme ad Aureli abbiamo fatto una passeggiata in centro storico: dal cortile del polo universitario invaso di sporcizia all'ex ospedale di via Saffi, dalle mura e dal Cassero poco fruibile alle buche, alle ringhiere "non a norma" e alla sporcizia in bella posta. Tre mesi prima il sindaco ci aveva battuto sul tempo, con una sua contro-inchiesta. Foto alle mura, alle stesse ringhiere, alle bici scassate e a molto altro. Insomma, «i problemi segnalati sono veri - dice - Voi stessi li avete documentati con immagini, e l'ho fatto anch'io. Questo per dire che non me ne sto disinteressando. Sono sempre stato un "girandolone", non mi piace stare solo in ufficio. Ogni tanto prendo e faccio un giro in città per vedere cosa c'è che non va, e rimediare». I punti peggiori, documentati coi fedeli accompagnatori, «sono per primo il sottopasso di via Sauro, buio e pericoloso specie di notte. L'altro sottopasso dell'ospedale, e quello da via Manetti a via Mazzini. Ma anche vari punti interni ed esterni alle mura». In piazza del Popolo ha fatto foto alle carcasse di bicicletta. Alla stazione «non ho fatto foto ma ci sono stato più volte: dovrà esser fatto un piano della pulizia». Al Cassero ha immortalato le scritte oscene. Ancora degrado è nelle zone artigianali, nell'Aurelia nord verso via Ambra. «Alla Cittadella c'è l'erba alta, sembra di essere nella savana e se ci passa una giraffa non la vedi...» Per quanto sembri un approccio curioso, spiega Bonifazi, ciò serve a spiegare che «l'interesse c'è e che non è sempre colpa del sindaco quando ci sono 200 ettari di aree verdi, 2 parchi (via Giotto e Leoncavallo, 8 ettari l'uno e 10 l'altro), 34 parchi giochi, 16mila piante e monumenti storici, ma anche vincoli della Soprintendenza da rispettare». Si tratta di capire quale sia la formula più giusta per tenere la città pulita, bilanciando progetti a lungo termine con esigenze civiche immediate. «Non ho intenzione di fare iniziative demagogiche, tanto per far vedere che sono bravo a sistemare e tutto finisce lì. Ma trovare soluzioni reali, sì». Per i sottopassi, l'idea è quella di «mettere telecamere o "far adottare il sottopasso" ai vigili volontari, che potrebbero essere anziani. Adottare i luoghi del degrado, questa potrebbe essere una soluzione in vari punti della città».