Festa amara per Marotta "Le nostre scuole a rischio azzerate le borse di studio" Se tanto mi dà tanto allora questa folle burocrazia bollerebbe come inutile anche il Collège de France LOnu e il Parlamento europeo hanno riconosciuto il valore di Palazzo Serra di Cassano Rivolgo un appello a chi ha responsabilità Se lIstituto chiude Napoli non sarà più la stessa città Tagli da 3 milioni seminari a rischio. Dovremo chiudere: non ho più proprietà da vendere «Ente inutile?». Marc Fumaroli, storico della cultura e accademico di Francia, si diverte alla definizione che colloca in rampa di lancio per il depennamento lIstituto italiano per gli studi filosofici che proprio ieri festeggiava 35 anni di attività culturali. «Ma allora anche il Collège de France è un ente inutile perché non dà titoli universitari» esclama, appena giunto a Napoli per la sua "lectio" sulle accademie dEuropa. «Questo linguaggio di burocrati fa paura. Nellistituto di ricerca francese per lalta eccellenza, quando si viene per sentire professori e scienziati, lo si fa con il desiderio di saperne di più su di una materia. Nientaltro. Eppure i francesi hanno fatto enormi sacrifici per mantenere in piedi listituzione che si regge soprattutto con fondi pubblici. Per lo stesso motivo, nessuno considererebbe inutile lIstituto per gli studi avanzati di Princeton». Compleanno rovinato e una minaccia sulla testa che accomuna ancora una volta i due istituti di alta cultura di Napoli, Marotta e lIstituto italiano per gli studi storici con la Fondazione Croce. Sempre insieme nel ricevere finanziamenti, e insieme anche sotto la scure. Un taglio di tre milioni di euro, per Palazzo Serra di Cassano. Gerardo Marotta non può crederci: «Perderemo la percentuale del contributo per le borse di studio. Non avremo più i tre milioni destinati a seminari nelle 200 scuole che abbiamo aperto nel Mezzogiorno, alle mostre storico-didattiche e tutti i corsi e i convegni che tenevamo in giro per lEuropa». Il fatto che non è la prima volta che lIstituto di Monte di Dio viene minacciato di asfissia, prova che non sono le tendenze politiche a penalizzarlo. La volta scorsa si festeggiava il trentennale e nella stessa sala dello storico palazzo si parlò di tagli, che però furono scongiurati. Ieri il salone del discorso celebrativo di Fumaroli, presieduto da Biagio De Giovanni, era gremito. In platea, sulle caratteristiche sedie da campeggio rosse che da sempre fanno allegro contrasto con i lampadari importanti, gli specchi e le grotesque del salone, lintero liceo scientifico di Roccapiemonte, in provincia di Salerno. E nelle prime file studiosi, professori universitari, ex borsisti dellistituto. «Dobbiamo muoverci tutti, e io intanto rivolgo un appello a tutte le persone responsabili - è il monito di De Giovanni - lIstituto ha svolto un grande ruolo di sviluppo della cultura per tutte le scienze umane. Un ruolo insostituibile. Napoli ha bisogno dellIstituto e senza sarebbe diversa da quello che è oggi». Lavvocato Marotta ha preferito non intervenire. Dopo aver confidato alla stampa di aver fatto lultimo sacrificio economico («Ho venduto un attico di mia moglie a Roma, ora non ho più niente da cedere, se non ci danno il contributo dovremo chiudere»), la sua battaglia, insieme ad Antonio Gargano che lo affianca dalla fondazione, la combatte con i "prodotti" culturali dellIstituto: oggi un seminario sulla Costituzione e i beni culturali tenuto da Salvatore Settis. Un libro con la prefazione di Fumaroli che presto sarà donato al presidente Napolitano, sul Disegno napoletano. Lintervento dello storico della filosofia Aniello Montano ha ricordato loriginalità dellIstituto, «come è stato ripetutamente riconosciuto dal Parlamento europeo e dallOnu. Il filosofo George Gadamer e Ilya Prigogine, Nobel per la chimica nel 1977, si dicevano continuamente impressionati dallampiezza delle attività svolte». «La rinascita lho trovata qui», insiste Marc Fumaroli. «In 35 anni sono stato invitato spesso a tenere lezioni e seminari - dice - e ho incontrato i protagonisti della ricerca internazionale. AllIstituto per gli studi filosofici ho conosciuto anche miei connazionali eccellenti, come il compianto Paul Ricoeur. Io che mi sono sempre dedicato allo studio di queste reti di eruditi, antiquari, scienziati che hanno mantenuto lo spirito europeo anche nei tempi difficili delle guerre, ho trovato solo a Napoli, sul terreno fertile della città filosofica, lequivalente delle accademie sei-settecentesche».
NAPOLI - Per il 35esimo compleanno dellIstituto di Monte di Dio lezione di Fumaroli
Gerardo Marotta, direttore dellIstituto italiano per gli studi filosofici, ha espresso preoccupazione per il futuro dellIstituto a seguito della minaccia di taglio di 3 milioni di euro. Il taglio sarebbe stato destinato a seminari, mostre e corsi di formazione. Marotta ha affermato che lIstituto ha svolto un ruolo importante nel sviluppo della cultura e che Napoli non sarebbe più la stessa città senza di esso. Lintervento è stato sostenuto da studiosi e professori universitari, tra cui Marc Fumaroli, che ha espresso la sua ammirazione per lIstituto e ha ricordato la sua importanza per la cultura europea. LOnu e il Parlamento europeo hanno riconosciuto il valore dellIstituto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo