Lindagine Sessantanove reperti archeologici sequestrati in un anno e sette denunciati, tra professionisti, studenti e pensionati, per avere venduto sui siti web la preziosa mercanzia recuperata con metodi illeciti. Tutti reperti che avrebbero fruttato ai venditori intorno ai 100 mila euro. Si chiama Archeoweb ed è unoperazione per la quale i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale della Sicilia lavorano da cinque anni per smascherare la vendita di reperti archeologici. Un monitoraggio costante sul web che nell80 per cento dei casi secondo quanto ricostruito dai carabinieri, porta anche a smascherare i falsi spacciati per reperti di altissimo valore. Tra i reperti recuperati dai carabinieri del nucleo della Sicilia, comandato dal capitano Giuseppe Marseglia, ci sono suppellettili risalenti al VII secolo avanti Cristo, ma anche ai primi secoli dellera cristiana: vasi a figure nere e rosse, statuette fittili, anfore, monete, greche, romane e medioevali. A Termini Imerese, invece, la Guardia di finanza ha arrestato tre "tombaroli" catanesi che avevano trafugato monete ed altri reperti antichi dal sito di Himera. ro.ma. e i.m.