Benvenuti Maxxi e Macro Roma capitale dellarte tra polemiche e archistar Sgarbi: è un mausoleo ROMA - Nella città del Colosseo e del Foro romano, due nuovi indirizzi vanno aggiunti alle guide della grande arte dopo linaugurazione, nella giornata di ieri e con seguito di feste e visite che proseguono per tutto il fine settimana, di due nuovi musei dedicati al contemporaneo: il Maxxi, Museo per le Arti del XXI secolo, progettato da Zaha Hadid e il Macro, Museo darte contemporanea di Roma, progettato da Odile Decq. Scoprirli è un viaggio dentro larchitettura del futuro che si insedia a Roma. Per il Maxxi, costruito in unarea dove si trovavano edifici militari e che oggi accoglie il visitatore con lopera shock di Gino De Dominicis "Calamita Cosmica" (un enorme scheletro adagiato in terra) linaugurazione è stata ufficiale, fra ministri, sottosegretari e addetti ai lavori. A cominciare dal ministro Sandro Bondi che esordisce: «È merito del governo e del presidente del Consiglio se questo museo è oggi completato», subito fischiato, per poi sottolineare «il ruolo fondamentale ricoperto da tutti i governi precedenti e dai ministri Veltroni, Melandri, Urbani, Buttiglione e Rutelli. Siamo allinaugurazione di una grande opera pubblica italiana che non è di destra né di sinistra». Opera collettiva, ricordano Pio Baldi, Margherita Guccione e Anna Mattirolo, che lasciano infine la parola alla progettista che si dice subito «felice» e ricorda che «lopera è incompleta». Il museo che si può vedere oggi è diverso da quello immaginato inizialmente, ridotto soprattutto per ragioni di spesa; mentre una parte delle ex baracche militari nellarea saranno allestite con servizi vari, dalla biblioteca al ristorante, entro lautunno. Oltre lingresso, lungo le pareti delle scale, nelle sale e nei corridoi, le opere di Pino Pascali, Andy Warhol, Grazia Toderi, Stefano Arienti, artisti italiani e stranieri a decine hanno trovato spazio nel museo. È il giorno della messa alla prova di questa nuova "creatura" con gli allestimenti di quattro mostre, su Gino De Dominicis, Kutlug Ataman, Luigi Moretti e "Spazio", lavori dalla collezione del museo. Fuori scena, Vittorio Sgarbi si concede volentieri ai microfoni: «Questo non è un museo: è una scultura, è il mausoleo di Zaha Hadid. Ed è tutto un pieno: modulazioni meravigliose di cemento armato, però questo edificio respinge le opere darte, come a dire: lopera sono io. Solo la dolcezza di Bondi ha impedito che lo si chiamasse Centre Berlusconi, come al Pompidou». (In serata dirà ancora: «È fatta, sono stato nominato soprintendente a Venezia»). Tutto da scoprire anche il Macro dellarchitetta parigina-bretone Odile Decq, a due passi da Porta Pia, commissionato dal Campidoglio nel 2001 e costato 20 milioni di euro. Sono 19.500 metri quadrati in un dedalo di sale espositive, terrazze, bar, ristoranti con al centro un "cuore rosso" che contiene un auditorium da 200 posti. Ad inaugurarlo, il sindaco Gianni Alemanno con seguito di assessori e soprintendenti. Nelle sale, grandi opere di Mario Schifano, Jannis Kounellis, Subodh Gupta, ad arricchire (temporaneamente) quelli che larchitetta francese chiama i suoi "territori sensuali" in attesa anchessi di ulteriori completamenti. Eleganti protagoniste, quasi la stessa generazione, pari fama internazionale, le due grandes dames declinano linvito a commentare una il lavoro dellaltra, lasciando al pubblico la parola e lo sguardo.
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I due nuovi musei di Roma, il Maxxi e il Macro, sono stati inaugurati nella giornata di ieri. Il Maxxi, progettato da Zaha Hadid, è un museo per le arti del XXI secolo con opere di artisti italiani e stranieri. Il Macro, progettato da Odile Decq, è un museo d'arte contemporanea con opere di artisti italiani e stranieri. La inaugurazione è stata seguita da polemiche, con il ministro Sandro Bondi che ha sottolineato il ruolo fondamentale ricoperto dal governo e dai ministri precedenti. Vittorio Sgarbi ha criticato il museo, definendolo un "mausoleo" di Zaha Hadid e affermando che le opere d'arte sono secondarie rispetto all'architettura.
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