"Addio Racconigi, non siamo un bancomat" - Lite Crt-Turetta sulla gestione del castello di Racconigi Il progetto avviato con il precedente numero uno dei Beni Culturali ora è al palo Il Castello di Racconigi non sarà un esempio di gestione pubblica-privata. Il direttore dei Beni Culturali del Piemonte, Turetta, non è daccordo con il progetto messo a punto prima del suo arrivo con la Fondazione Crt. E i rapporti con listituzione di via XX Settembre si sono incrinati: «Non siamo un bancomat - dice il segretario Miglietta - volevamo partecipare alla gestione». DOVEVA essere uno dei primi esempi di fondazione pubblico privata, favorite dalla legge Urbani, per gestire e sviluppare il patrimonio culturale e lattività del Castello di Racconigi. Ma dopo due anni di lavoro non se ne farà più nulla. E il segretario della Fondazione Crt, Angelo Miglietta, è pronto a chiudere i cordoni della borsa, azzerando i contributi previsti per una delle principali regge sabaude. «Non siamo un bancomat - dice - non si può continuare a pensare che la fondazione eroghi e il pubblico gestisca. I privati, se partecipano, devono avere la possibilità di contribuire alla gestione. Questo era lo scopo principale della fondazione che si voleva costruire con lo Stato, aprendo anche alla Regione». Il piano era pronto, messo a punto con il direttore di Racconigi Mirella Macera, scomparsa pochi mesi fa, ma il nuovo direttore dei Beni Culturali per il Piemonte, Mario Turetta, subentrato a Liliana Pittarello allinizio della primavera, non è interessato. Non vuole dare il là alla nascita di una nuova fondazione e preferisce che il Castello rimanga in mano pubblica. «Al progetto manca solo la firma - sottolinea Miglietta - se si troverà unintesa con Turetta bene, altrimenti si rivedranno anche gli impegni di spesa della Fondazione Crt. Non siamo per sostenere un modo di pensare e operare statalista. Il nostro scopo era quello di rilanciare il Castello di Racconigi, uno dei pezzi più belli del Piemonte». Listituzione di via XX Settembre, con la nascita del nuovo ente, si sarebbe impegnata a contribuire al patrimonio. Fondi che la neonata fondazione Racconigi avrebbe dovuto far fruttare per usare gli utili nella gestione del Castello. Ma il ruolo di Crt non si sarebbe esaurito così: ogni anno avrebbe garantito, al di fuori dei risultati dellinvestimento, una copertura di rendita minima pari al 5 per cento. Oltre a erogazioni extra in base agli obiettivi di gestione raggiunti, tra visitatori e attività. Nella testa del segretario Miglietta cera lintenzione di fornire manager qualificati alla fondazione Racconigi per sviluppare progetti, come la scuola di alto livello dei giardinieri, ma la posizione di direttore sarebbe stata affidata alla scomparsa Macera. La fondazione Racconigi è al palo. E dopo un faccia a faccia, pare teso, tra Miglietta e Turetta, la situazione non si è sbloccata. I Beni Artistici, dopo il cambio della guardia, hanno fatto un passo indietro. «Per noi il Castello di Racconigi è un fiore allocchiello, in cui si sono spesi in questi anni oltre 50 milioni - dice Turetta - dora in poi mi occuperò in prima persona della valorizzazione della ex residenza sabauda, mentre fino a fine anno il ruolo di direttore sarà di Francesco Pernice». Lidea della fondazione pubblico-privata, che a Venaria Reale ha la forma di un consorzio, non convince il numero uno dei Beni Culturali. «Pensiamoci un attimo prima di fare nascere nuove fondazioni - sostiene - perché per un po funzionano, poi iniziano a crearsi problemi di bilancio e vanno in crisi. Allora va bene continuare a integrare laddove cè necessità, ma per quanto riguarda le nuove fondazioni occorre tenere conto che se lo Stato ha problemi di bilancio non si chiude, se invece ad averne è una fondazione pubblico-privata, e penso agli esempi recenti del centro di restauro di Venaria, il rischio è proprio la chiusura».
PIEMONTE - La Fondazione Crt contro Turetta: "Non ci vuole nella gestione del castello"
Riassunto in 200 parole:
Il Castello di Racconigi non sarà un esempio di gestione pubblica-privata come previsto. Il direttore dei Beni Culturali del Piemonte, Mario Turetta, non è d'accordo con il progetto della Fondazione Crt, che avrebbe dovuto gestire il patrimonio culturale e l'attività del castello. Il segretario della Fondazione Crt, Angelo Miglietta, ha espresso la sua disapprovazione per la decisione di Turetta, affermando che la fondazione non è un "bancomat" e che i privati devono avere la possibilità di contribuire alla gestione. Miglietta ha anche affermato che il progetto era stato pronto, ma che Turetta non è interessato a dare il via.
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