Il Pd: "Faremo nostre proposte, no a fiducia" Errani ribadisce: "Pronti a fare la nostra parte, ma non possiamo tagliare i servizi alle famiglie". Chiamparino: "Si torni alle cifre illustrate in preferenza, e si chieda a tutti il pareggio di bilancio". Bersani: "E' un vestito cucito male" Regioni e Comuni: "Manovra insostenibile" Il Pd: "Faremo nostre proposte, no a fiducia" Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ROMA - "Insostenibile": è così che, ciascuno per la sua parte, Regioni e Comuni giudicano la manovra economica. Le Regioni confermano il giudizio negativo sulla manovra correttiva approvata dal governo. "Per noi resta insostenibile nei fatti perché pesa per oltre il 50 per cento sulle Regioni e perché non stiamo parlando della giusta lotta agli sprechi ma di tagli ai servizi, alle famiglie e all'ambiente", ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, aggiungendo che oggi è stato approvato un documento condiviso da tutti i governatori. "Noi - ha aggiunto - siamo comunque pronti a fare la nostra parte". Tra l'altro, misure di questo tipo mettono in dubbio l'effettiva attuazione del federalismo fiscale, ha detto ancora Errani: "Quando si è di fronte ad interventi significativi su competenze e funzioni, è evidente che è difficile non vedere ricadute sull'applicazione del federalismo nella cui stesura abbiamo avuto un ruolo fondamentale". Quindi, ha sottolineato, "noi vogliamo capire bene" al di là della sanità e dei livelli assistenziali, "le altre funzioni sono quelle di cui stiamo parlando proprio in relazione alla manovra". E' necessario pertanto, a giudizio della Conferenza delle Regioni, "aprire con il governo un confronto serrato per concordare modifiche che consentano l'esercizio di quelle competenze che sono servizi fondamentali. La richiesta è di riequilibrare il contributo dei vari livelli di governo e di confermare gli impegni assunti dal governo sul fondo per le aree sotto utilizzate delle Regioni". Già dalla prossima settimana si riunirà il nuovo coordinamento finanziario della Conferenza e nei giorni a seguire verranno messe nero su bianco le proposte delle Regioni. Analoga la posizione dei Comuni: "Le cifre prospettateci nell'incontro con il governo sulla manovra economica non sono sostenibili da parte dei Comuni. Si torni alle cifre che ci erano state illustrate in precedenza, e si avvii un percorso per la rimodulazione del Patto di stabilità", ha detto il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, durante il Direttivo dell'Associazione dei Comuni italiani. "Abbiamo chiesto una boccata di ossigeno per il 2010, un impegno per la ristesura del Patto di stabilità a saldi invariati per dare più autonomia ai Comuni, e il rispetto del termine di giugno per il prossimo decreto sul federalismo fiscale", ha spiegato Chiamparino. Nel corso dell'incontro ufficiale tra il governo e le parti sociali di martedì scorso, però, "le cifre di partenza sono lievitate. Si è parlato di 1,5 miliardi per il 2011 e di 2,5 miliardi per il 2012. Così per noi - ha ribadito Chiamparino - diventa insostenibile sopportare il peso della manovra". "Proponiamo - ha spiegato il presidente dell'Anci - che per raggiungere la cifra chiesta dalla manovra si parta chiedendo il pareggio di bilancio a tutti i Comuni. Questo produrrebbe un saldo positivo per la finanza pubblica, nonchè la possibilità di spendere le proprie risorse per i Comuni che si trovano in avanzo di bilancio. A stringere la cinghia sarebbero chiamati invece quelli in disavanzo". "I tagli per gli enti locali sono stati fatti in maniera abbastanza impressionante. Dalle cifre si deduce che molto verrà tolto a Regioni, Comuni e Province generando grande incertezza e confusione, soprattutto dando vita ad enormi contraddizioni", ha dichiarato il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Il Pd: "Faremo proposte, no alla fiducia". "Non ci può essere vero rigore senza riforme e un minimo di sostegno alla crescita. Qui non ci sono riforme e credo che non si carà neanche equilibrio finanziario". E' il commento del segretario Pd, Pierluigi Bersani, che aggiunge: "Siamo pronti a fare le nostre proposte, ma è difficile recuperare un vestito cucito male. Credo che fra qualche tempo saremo da capo". Secondo Enrico Letta, sarebbe "profondamente sbagliato" se il governo ponesse la fiducia sulla manovra finanziaria, perchè essa impedirebbe alle opposizioni di appoggiare le misure ritenute giuste, come quelle sulla lotta all'evasione e bloccherebbe il confronto sugli emendamenti che il centrosinistra vuole presentare. "Rispetto al testo presentato, se fosse quello finale, il nostro giudizio complessivo è negativo", aggiunge. Sullo sciopero annunciato dalla Cgil, però, Letta è prudente: "E' giusto rispettare l'autonomia delle parti sociali, anche di coloro che hanno in così breve tempo deciso di proclamare lo sciopero". Per il vice-segretario Pd il sostegno o meno all'iniziativa sindacale "è un tema prematuro, conosciamo da pochi minuti il testo della manovra. Valuteremo il da farsi". (27 maggio 2010