In consiglio opposizioni scatenate a favore del referendum: «I cittadini hanno la possibilità di scegliere, non strumentalizzateli» Scontro con Taradash che ha chiamato Rossi per far slittare l'accordo LIVORNO. Primo (e vivace) consiglio comunale dopo la firma dell'accordo di programma sul nuovo ospedale. Il sindaco Cosimi ne approfitta per togliersi un sassolino dalla scarpa, perché a pochi giorni dal decisivo incontro in Regione il consigliere del Pdl, Marco Taradash, ha alzato il telefono per chiedere al presidente Rossi uno slittamento della sigla. Mossa poco gradita al primo cittadino. «Volevo evitare che la firma avvenisse prima del consiglio», ha chiarito lo stesso Taradash. «Poi lo scenario - ha proseguito - è in parte cambiato, visto che è arrivata una garanzia formale da parte del sindaco in conferenza dei capigruppo». Ed è proprio la garanzia a cui fa riferimento Taradash il perno intorno al quale ruota la discussione. «Abbiamo firmato l'accordo - ribadisce Cosimi - per assicurarci il mantenimento dei finanziamenti. Con questa partita, per scelta politica e non per obbligo burocratico, fermiamo anche gli atti da portare in consiglio fino al referendum. Ma non l'attività amministrativa che andrà avanti almeno per le questioni non strettamente legate all'ospedale: ad esempio la viabilità nel tratto della Variante». Dai banchi delle opposizioni si grida allo «sbugiardamento» - per dirla alla Tamburini - quando la discussione vola sulle parole del governatore Rossi circa il breve slittamento nella realizzazione del presidio (ma senza perdita di finanziamenti) in caso di vittoria del sì al referendum. «Ricordate - controbatte il sindaco - cosa è accaduto quando abbiamo deciso di spostare la residenza assistita da Banditella al viale Boccaccio? Sono intercorsi esattamente dieci anni». Lamberti (Confronto) torna sull'«assenza di un quadro di riferimento generale di programmazione urbanistica che permetta di individuare aree più serie», mentre Giannini (Sel) azzarda alla possibilità di attivare un tavolo di confronto senza per forza andare al referendum: «Sarebbe necessario per sciogliere i nodi che ancora nessuno è riuscito a eliminare». Ma è proprio il referendum il tema caldo della discussione. Romano (Idv) si scaglia contro il comitato definendolo «mossa della destra cittadina, che ha costretto le altre opposizioni ad accodarsi». Non ci sta Rifondazione: Bartimmo ribadisce come prima di costruire un nuovo ospedale occorra «rivedere l'organizzazione dei servizi cittadini, inconciliabile con il piano di alienazione di beni della Asl». Accorato l'intervento di Cannito (Città Diversa), altro sostenitore - fin da subito - della consultazione: «E' stata presentata come una grande vittoria quella di non portare più atti in consiglio: in realtà dopo il danno è arrivata anche la beffa visto che nel pacchetto blindato in Regione ci sono pure i 15 milioni di euro per la viabilità». Si scaldano anche quelli dei diversi tronconi del Pdl da Romiti («E' la prima volta che i cittadini parlano e li volete strumentalizzare dicendo che sono tutti di destra») ad Amadio («Tra i firmatari ci sono moltissimi elettori del Pd»), sempre in difesa del referendum.