"Lo abbiamo già fatto in passato, i contorni della manovra non sono chiari" In Toscana niente condoni, la Regione tiene duro sulla sua linea. «Se la sanatoria catastale di Tremonti fosse in realtà un condono edilizio mascherato noi di certo faremmo ricorso alla Corte costituzionale». Non ha nessun dubbio Anna Marson, assessore toscano allUrbanistica, che ieri ha presentato il suo programma di lavoro alla commissione Territorio e ambiente del consiglio regionale presieduta da Vincenzo Ceccarelli. «In Toscana siamo contrari ai condoni», ribadisce lassessore, «e come è successo già in passato impugneremo il provvedimento del governo. Per ora i contorni della manovra non sono chiari, nei prossimi giorni capiremo meglio». Marson durante laudizione in consiglio ha parlato dellesigenza di «individuare un percorso condiviso» sulle grandi decisioni che riguardano il governo del territorio e ha annunciato le modifiche che ha in mente di proporre alla legge urbanistica 1 del 2005 firmata dal suo predecessore Riccardo Conti: «I regolamenti urbanistici», osserva, «dovrebbero corrispondere al mandato di un sindaco mentre i piani strutturali possono essere di medio-lungo periodo». Non è solo un discorso tecnico ma anche un punto di vista politico diverso e nuovo: «I regolamenti», spiega Marson, «tendono ad allocare subito tutte le quantità edificabili previste dai piani strutturali. Oltretutto, visto che in situazioni di crisi come quella attuale il mercato non assorbe tutta ledilizia, a trovarsi in difficoltà sono gli stessi Comuni, costretti a prevedere insediamenti che sorgono a macchia di leopardo, con un saldo anche finanziario spesso negativo sul medio e lungo termine». Quindi lampia autonomia urbanistica concessa da Martini e Conti ai sindaci abolendo il controllo pesante della Regione, secondo Marson «non è stata accompagnata da sufficienti misure di sostegno, come la formazione specifica dei tecnici e un monitoraggio adeguato delle previsioni di trasformazione». (s.p.)