«Questa storia dei tagli deve essere chiarita» Il contributo statale è il più importante dopo quello della Fondazione. Fare senza è un problema PRATO. La soglia tra vivere e morire. Quarantamila euro in meno potrebbero essere determinanti nel segnare la fine dell'Istituto internazionale di storia economica "Francesco Datini", una delle istituzioni culturali più prestigiose della città. Sul taglio dei fondi statali agli enti che non avrebbero risposto alla richieste di informazioni del Governo, il professor Giampiero Nigro, segretario generale dell'istituto, pretende più chiarezza. Come ha preso la notizia sulla sospensione dei contributi? «Sono rimasto senza parole. Appena è cominciata a circolare la notizia ho contattato il Ministero dei Beni Culturali dove non sapevano ancora niente. Se provo a ricostruire il caso qualche congettura su come dev'essere andata la cosa si può fare: mi risulta che qualche mese fa il Ministero di Calderoli si era attivato per richiedere informazioni sul funzionamento degli istituti di interesse nazionale però, mentre qui non è mai arrivata nessuna comunicazione, ho sentito dire che l'organismo della Giunta storica nazionale l'ha ricevuta. Si trattava comunque dell'iniziativa di un Ministero che non ha un controllo diretto su di noi e dai Beni Culturali ci hanno assicurato ulteriori chiarimenti in merito». Quali sono le principali entrate che compongono il bilancio dell'Istituto? «Quello statale è il terzo contributo più importate dopo i 120.000 euro stanziati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Prato e i 100mila del Comune.I 40mila che arrivano da Roma rappresentano una risorsa preziosa per il funzionamento dell'Istituto anche alla luce del fatto che già così riusciamo a mantenere a mala pena il bilancio in equilibrio e lo stesso Comune ha annunciato per l'anno prossimo un taglio di dieci milioni». Di fronte a un'ipotesi di questo tipo, quali progetti saranno saranno penalizzati? «Non ci voglio nemmeno pensare. Sicuramente tutta l'attività di sostegno alla ricerca che è alla base del nostro lavoro e la Settimana di studi cui partecipano ogni anno ricercatori di tutto il mondo. Tra l'altro ci tengo a sottolineare che nonostante i disagi provocati dal vulcano d'Islanda, anche quest'ultima edizione si è conclusa con un'alta presenza di studiosi, tra cui ce ne sono stati alcuni che hanno persino affrontato viaggi avventurosi in treno pur di arrivare in tempo».