Assistenza sociale, istruzione, ambiente: enti locali costretti ai tagli. Allarme di Formigoni La riduzione dei trasferimenti alle autonomie sarà di 15 miliardi. Le stime della Cgia ROMA- Il federalismo dei sacrifici. Metà dei risparmi previsti dalla manovra per i prossimi due anni dovranno arrivare da imposizioni draconiane sulla spesa degli enti locali: 14,8 miliardi in totale; il 60 arriverà dalle Regioni a statuto ordinario (4 miliardi nel 2011 e 4,5 miliardi nel 2012). Seguono i Comuni con più di 5 mila abitanti, 4 miliardi in due anni, e le Regioni a statuto speciale (1,5 miliardi). Infine 800 milioni spariranno dal bilancio delle Province, nellattesa che si chiarisca le sorte delle 10 amministrazioni a rischio cancellazione dalla carta politica dello Stivale. Secondo le ricostruzioni della Cgia di Mestre, per le Regioni si tratta di un ridimensionamento della spesa del 11,4, uno sforzo superiore a quello di molti Stati europei in difficoltà. Nel concreto significa meno risorse per le scuole (che rappresentano il 20 del bilancio delle Province), per i trasporti pubblici (il 7 del bilancio delle Regioni), per la gestione dei rifiuti e del territorio (19,2 della spesa dei Comuni), per la cura dei luoghi pubblici e soprattutto per il welfare locale (che pesa per il 13 del budget di tutti gli enti locali). Unico comparto scampato è quello della sanità per cui il ministro Giulio Tremonti ha escluso tagli e persino lintroduzione di ticket su visite e prestazioni. Mentre ancora alle Regioni spetterà lingrato compito di ridurre le pensioni di invalidità scoprendo gli abusi. Daltronde è colpa loro, secondo il ministro, se la spesa negli ultimi anni è lievitata da 6 a 16 miliardi. «È un effetto della modifica del titolo V», ha aggiunto il premier: novità che avrebbe autorizzato le Regioni alla spesa senza vincolo di responsabilità. Tremonti ha insistito che i tagli «sono consistenti ma non insostenibili» e Berlusconi ha invitato i governatori a «tagliare gli sprechi e a non imporre nuove tasse». Lesercizio dellautonomia impositiva daltra parte è quasi per tutti una chimera: le addizionali regionali delle tasse sul reddito sono bloccate per molte regioni e sono già al livello massimo per quelle che stanno cercando di ripianare i deficit sanitari. E sempre possibile listituzione di "tasse di scopo" per interventi specifici, ma linvito a «non mettere le mani nelle tasche degli italiani» è diventato un "ordine di scuderia" per i governatori Pdl accolti in serata a Palazzo Grazioli. La Lombardia, la regione più ricca, ha già fatto i conti. Dice il governatore Roberto Formigoni: «La manovra non è sostenibile, per la Lombardia il taglio ammonta a 3 miliardi nel biennio su un bilancio di 10. Quindi il ridimensionamento sarebbe del 30. Il che significherebbe mettere a rischio tutte le politiche attive come i servizi sociali, le politiche per le imprese, le politiche ambientali e listruzione». Di insostenibilità dei tagli parla anche il presidente della Conferenza Stato-Regioni Vasco Errani. Per i rappresentanti locali cè anche un taglio della indennità che non potrà essere superiore ad un quinto di quella massima del sindaco o del presidente della Provincia. Inoltre le indennità previste per gli stessi consiglieri saranno diminuite, per un periodo non inferiore a tre anni tra il 3 e il 7. Oggi lAnci e lUnione delle Province italiane faranno le loro controproposte: lassegnazione degli immobili (il federalismo demaniale) non viene considerata una contropartita sufficiente, specie perché i tagli sono immediati mentre ci vorranno anni per entrare in possesso di case e caserme, e per valorizzarle. LAnci in cambio chiede la restituzione di 500 milioni di euro dei circa 900 già tagliati tra il Fondo sociale e lIci sulla prima casa.