disposti accertamenti in via monteverde La Sovrintendenza ha fatto bloccare i lavori per il teleriscaldamento: trovato terreno di epoca romana nell'area Acqui Terme. La città dei fanghi custodisce nel sottosuolo ancora tanti segreti di epoca Romana. È però necessario comprendere quanto questi segreti siano importanti. Ecco allora spiegata la decisione della Sovrintendenza ai beni archeologici del Piemonte di monitorare con una certa attenzione l'area in cui si stanno effettuando gli scavi per la posa delle tubature del teleriscaldamento. Scavi ormai fermi da una decina di giorni per dare la possibilità agli archeologi di comprendere se si tratta di un'area potenzialmente ricca di storia. L'area, proprio a lato di via Monteverde non si trova molto distante dalla piscina di epoca romana che oggi risulta essere meta ambita per i turisti appassionati di storia. In tutto si tratta di non più di una trentina di metri in linea d'aria (palazzo Valbusa, nei cui sotterranei è stata scoperta la piscina, si trova proprio di fronte a via Monteverde) dove, i tecnici dell'Egea, che si stanno occupando del progetto del teleriscaldamento hanno trovato del terreno smosso, si presume, di epoca romana. Abbastanza da far decidere la Sovrintendenza a chiedere un tempo sufficiente per effettuare analisi approfondite. Se dalle analisi emergerà un qual certo interesso non è escluso che si procederà con l'approfondimento dello scavo ora fermo a circa 130 centimetri. Vale a dire una profondità più che sufficiente per posizionare i tubi del teleriscaldamento. «Per quanto ci riguarda - spiega Mauro Oddone dell'Egea - siamo in attesa dell'esito dei sondaggi che dovrebbero concludersi entro questa settimana. Quindi sarà la Sovrintendenza a dirci con quale modalità proseguire». Un'eventuale inizio di campagna di scavi, questa volta archeologici, potrebbe creare qualche difficoltà di tipo turistico. Il cantiere potrebbe rimanere aperto anche diverse settimane ed essere causa di problemi viari durante la stagione turistica. In una zona tra l'altro a cavallo fra il centro e zona Bagni (ricca di alberghi). Per il momento nemmeno il Comune si pronuncia. Si attendono gli esiti dei sondaggi che se positivi potrebbero anche imporre lo scavo di almeno altri 60 centimetri. Basta citare qualche esempio: in via Maggiorino Ferraris sono ben due le aree di interesse storico venute alla luce. Si tratta di un intero quartiere di epoca romana e di una parte delle mura di cinta. Nel primo caso i reperti sono stati trovati nell'area del Palaorto, nel secondo invece, distante un centinaio di metri nell'ex area Benazzo dove oggi sorgono un paio di edifici. Anche in via Cassino, una ventina di anni fa, durante la realizzazione di una palazzina, sono emersi i resti di un antico laboratorio di vasi e anfore, mentre in via don Bosco, praticamente nello stesso periodo, sono riaffiorate centinaia di anfore di epoca romana contenti ancora resti di materiale commestibile. I resti di un tempio ed edifici commerciali sono invece riaffiorati, qualche anno fa nei pressi di piazza dell'Addolorata, mentre in piazza Conciliazione, durante la realizzazione del teatro all'aperto sono riaffiorati reperti di epoca medioevale e romana. Proprio di recente poi è stato restaurato ciò che rimane di un anfiteatro a ridosso di piazza della Bollente, mentre nei pressi del depuratore è riaffiorata una parte dell'Emilia Scauri. Insomma, un considerevole patrimonio che meriterebbe di essere valorizzato. Magari realizzando un grande percorso museale che coinvolga tutte le istituzioni.