Caro assessore ti scrivo. E protesto Venturina, tre sindaci contro Marson Lettera all'assessore. La replica: non criticavo casi specifici. Settis con il fronte del no I sindaci di Campiglia Marittima, Piombino e Suvereto difendono le scelte urbanistiche delle loro città. E con una lettera ribattono alle critiche arrivate dall'assessore regionale Anna Marson sulla gestione dei piani strutturali e dei regolamenti urbanistici. Marson precisa: «Una critica generale, non riferita a questi Comuni» Lettera di tre sindaci della Val di Cornia a Marson. La replica: nessun riferimento a casi specifici I tre sindaci di Campiglia, Piombino e Suvereto, passano all'attacco. A Rossana Soffritti, Gianni Anselmi e Giampaolo Pioli non sono piaciute le parole dell'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson e nella lettera (vedi testo sotto) le contestano di aver rilasciato dichiarazioni al nostro giornale prima di un confronto con le amministrazioni comunali: «Una gravissima scorrettezza istituzionale». Spezziamo una lancia però per l'assessore. Marson infatti, come scritto nell'articolo e come specificato da lei ieri sera in un comunicato, deve ancora esaminare il dossier sulla Val di Cornia, le mail dei comitati dei cittadini e gli articoli di stampa usciti. Ma anche all'assessore il problema del rapporto che esiste tra piano strutturale e successivi regolamenti urbanistici non sfugge. «Di sicuro nel rapporto tra piani strutturali e regolamenti urbanistici c'è qualcosa che non funziona aveva detto Marson non è detto che sia necessario rivedere la legge, ma dovremo riprendere in mano la questione». Dunque l'assessore lunedì ha ammesso il problema che poi è quello che denunciano i comitati del Comune di Campiglia (soprattutto su Venturina) e di Suvereto. Dove, ed è il caso di Campiglia, a fronte di un piano strutturale valido fino al 2020 con la previsione massima della costruzione di 650 alloggi, il primo di tre regolamenti urbanistici, secondo i «civici», ne consentirebbe di realizzarne già oltre 700. Ma ieri sera Marson, appreso della lettera dei tre sindaci della Val di Cornia, ha voluto precisare ulteriormente la sua posizione: «In considerazione delle dichiarazioni attribuitemi oggi (ieri, ndr) da organi di stampa che hanno forzato e strumentalizzato alcune mie affermazioni di carattere generale sul rapporto tra piani strutturali e regolamenti urbanistici, intendo precisare che dal momento in cui ho assunto l'incarico di assessore ho dato priorità agli incontri istituzionali. Mi sono già vista prosegue l'assessore con i vertici di Anci e Uncem. E ora sto incontrando, e continuerò a farlo, i sindaci per conoscere in maniera diretta la singole situazioni urbanistiche e proseguire il confronto sul governo del territorio. Pertanto non mi sarei mai permessa di parlare di un caso specifico, come quello del piano strutturale della Val di Cornia e del regolamento urbanistico dei suoi Comuni, senza prima aver consultato i soggetti istituzionali coinvolti». I sindaci in realtà non se la prendono solo con la Marson, ma oltre che con i comitati anche con le stesso Vezio De Lucia, l'urbanista che aveva realizzato il piano strutturale dei tre comuni e che aveva criticato il regolamento dei comuni che avrebbero superato il suo lavoro. Al fianco dei comitati e della lista civica «Comune dei Cittadini», capeggiata da Massimo Zucconi, si è schierato « al 100» anche il professor Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa che già l'anno scorso con alcune lettere spedite al Tirreno aveva lanciato l'allarme sulle scelte urbanistiche che hanno riguardato e riguardano San Vincenzo («Non sarebbe il momento di innescare una discussione a fondo fra i cittadini, un processo di progettazione dello sviluppo del territorio in termini di qualità dell'abitare e della vita e non di quantità dei metri cubi edificati?») e la Val di Cornia («Oggi i Comuni stanno svendendo il territorio»). Infine proprio Zucconi ieri ha ribadito la posizione della sua lista civica: «Il regolamento urbanistico del Comune non lascia spazio a interpretazioni perché consente la realizzazione di oltre 700 alloggi rispetto ad un dimensionamento massimo ammissibile di 650 stabilito dal pianto strutturale fino al 2020. Mi chiedo a che serve tanto lavoro se poi, nel momento in cui il piano strutturale viene tradotto in scelte localizzative e dimensionamenti effettivi, si cercano soluzioni che rispondono ad un solo criterio: costruire, costruire, costruire».