Venerdì 20 Agosto 2004 -------------------------------------------------------------------------------- «Mai visto uno spettacolo così bello. Credo che anche per lo sviluppo della nostra industria turistica il futuro dell'archeologia sommersa sia un fatto molto importante». Esce contentissimo dalla cabina del minisommergibile, il ministro Giuliano Urbani. Si congratula con gli operatori del progetto Archeomar. E ai giornalisti promette nuove meraviglie. I progetti di ricerca in mare andranno avanti, insomma, nonostante le difficoltà di bilancio. «Assolutamente. Non si può compromettere lo sviluppo di un settore decisivo per creare nuove occasioni di lavoro, oltre che straordinarie possibilità di ricerca scientifica». La Campania è una regione epicentrale, in questo senso. «Appunto. I risultati della ricerca nei fondali di Capri dimostrano la ricchezza del patrimonio archeologico sommerso, in particolare nelle acque del golfo partenopeo». Abbiamo grossi problemi di sorveglianza, però. «È vero. Soprattutto nelle zone più vicine alla costa tutelare il patrimonio storico sommerso è sempre più difficile. Penso ai parchi di Baia e della Gaiola, per fare qualche esempio». Come si potrà risolvere? «Una mano decisiva verrà dal completamento della banca-dati prevista come obiettivo del progetto Archeomar. Conoscendo meglio le risorse, la tutela dovrebbe diventare più facile».
URBANI: La ricerca in mare aiuterà il turismo in Campania
Venerdì 20 Agosto 2004 -------------------------------------------------------------------------------- Mai visto uno spettacolo così bello. Credo che anche per lo sviluppo della nostra industria turistica il futuro dell'archeologia sommersa sia un fatto molto importante. Esce contentissimo dalla cabina del minisommergibile, il ministro Giuliano Urbani. Si congratula con gli operatori del progetto Archeomar. E ai giornalisti promette nuove meraviglie. I progetti di ricerca in mare andranno avanti, insomma, nonostante le difficoltà di bilancio. Assolutamente. Non si può compromettere lo sviluppo di un settore decisivo per creare nuove occasioni di lavoro, oltre che straordinarie possibilità di ricerca scientifica. La Campania è una regione epicentrale, in questo senso. Appunto. I risultati della ricerca nei fondali di Capri dimostrano la ricchezza del patrimonio archeologico sommerso, in particolare nelle acque del golfo partenopeo. Abbiamo grossi problemi di sorveglianza, però. È vero. Soprattutto nelle zone più vicine alla costa tutelare il patrimonio storico sommerso è sempre più difficile. Penso ai parchi di Baia e della Gaiola, per fare qualche esempio. Come si potrà risolvere? Una mano decisiva verrà dal completamento della banca-dati prevista come obiettivo del progetto Archeomar. Conoscendo meglio le risorse, la tutela dovrebbe diventare più facile.
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