L'assessore ha rilasciato dichiarazioni alla stampa in merito ad una questione a lei totalmente sconosciuta senza aver ravvisato la benché minima opportunità di confrontarsi con i Sindaci della Val di Cornia. Avrebbe avuto in questo modo l'opportunità di comprendere quanto non sia venuta meno, al di là delle affermazioni strumentali di chi saltella da un comitato all'altro con una sfacciataggine pari solo alla smemoratezza e alla pochezza degli argomenti, la spinta di chi amministra il territorio verso buone, coordinate e soprattutto utili pratiche di pianificazione territoriale. Questa è la storia della Val di Cornia, e questo abbiamo voluto e vogliamo sia il suo presente. In secondo luogo è bene precisare l'assenza di qualunque incoerenza del regolamento urbanistico rispetto al piano strutturale, che è stato invece completamente attuato sia nei principi che nel dimensionamento. In merito alla premialità sull'edilizia sociale chi conosce almeno i fondamenti delle regole urbanistiche e dell'interpretazione delle norme sa anche che non è possibile estrapolare una norma e farla vivere di vita propria senza alcuna correlazione con le moltissime altre che regolano lo stesso tema. Nel caso specifico la norma in questione prevede la possibilità di realizzare un quantitativo aggiuntivo di alloggi destinati al libero mercato a condizione che si realizzino alloggi a locazione concordata (e questa è una norma) ma all'interno di tutta una serie di altri parametri che nei fatti ne limitano concretamente la realizzazione solo ad alcune unità. Ultime considerazione di merito. Il principio secondo il quale il dimensionamento posizionato nelle aree critiche (cioè non urbanisticamente soddisfacenti) non concorre al dimensionamento totale fu introdotto nel piano strutturale, proprio su proposta di Vezio De Lucia, con lo scopo di dotare quegli ambiti di leve anche economiche adeguate ad attivare processi di riqualificazione. È dunque di tutta evidenza - e stupisce che l'architetto si scagli contro sue medesime scelte - che limitare esclusivamente al numero degli alloggi il contenuto di un regolamento urbanistico denota un approccio al tema meramente ideologico e, cosa più grave, denuncia un appannamento deontologico che fa il paio con l'opportunismo politico di cui sopra: entrambi aspetti aggiuntivi e preoccupanti del degrado etico che ci avvolge. Lo sforzo per ricercare modalità di realizzare alloggi per ridurre il disagio abitativo e la difficoltà di accedere ad abitazioni in locazione crediamo vada salutata con favore. L'urbanistica è pratica seria che mal si presta ai balletti. Si possono discutere scelte di merito, ma non mistificare la realtà, che è quella di uno sforzo disciplinare di alto contenuto tecnico e politico, fornendo all'opinione pubblica calcoli errati incartati in una discutibile e non motivata supponenza moralistica. Rossana Soffritti, sindaco di Campiglia Gianni Anselmi, sindaco di Piombino Giampaolo Pioli, sindaco di Suvereto
TOSCANA - URBANISTICA - Prima doveva parlare con noi. E i comitati fanno politica
L'assessore ha rilasciato dichiarazioni sulla questione della Val di Cornia, senza averne conosciuto i dettagli. Ha criticato gli amministratori locali per aver saltato il confronto con i Sindaci della Val di Cornia. Ha sottolineato l'importanza di una pianificazione territoriale coordinata e utilile. Ha precisato che il regolamento urbanistico non è incoerente con il piano strutturale, che è stato attuato sia nei principi che nel dimensionamento. Ha anche criticato l'architetto per aver limitato il contenuto di un regolamento urbanistico solo al numero degli alloggi. Ha sottolineato l'importanza di ricercare modalità di realizzare alloggi per ridurre il disagio abitativo.
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