Oggi l'inaugurazione del padiglione Venezia, cena rigorosamente veneta Boraso protesta: chi paga tutto questo? Presenza inutile VENEZIA Più di metà degli incontri sono già stati fatti. Tra Pechino e Shanghai albergatori e imprenditori hanno fatto il primo passo per cercare di portare la Cina a Venezia. Non a caso Laura Fincato presidente del Comitato Expo Venezia dice: «Qui l'economia pulsa, stiamo cercando di seminare nel mondo più distante, ma anche più potente». Alla fine della prima missione (che comprenderà anche un viaggio a Canton) legata al turismo gli incontri diretti (be to be) saranno stati 140, tanti, i primi di una lunga serie che si susseguiranno fino ad ottobre. Obiettivo: conquistare l'interesse di una parte dei 70 milion di visitatori attesi all'Expo. L'area Il padiglione veneziano è nell'area dell'Ubpa praticamente nella parte opposta di quello italiano Oggi il centro sarà l'inaugurazione ufficiale del padiglione veneziano con la presenza del sindaco Giorgio Orsoni. «Abbiamo invitato il mondo e il mondo ci sarà», spiega Turiddo Pugliese, direttore della spedizione lagunare a Shanghai. Tutto sarà rigorosamente veneto, come la cena che Airest la società di Save che si occupa di ristorazione servirà dopo il taglio del nastro, innaffiata dal prosecco Bel Star di Bisol che per i 184 giorni dell'Expo sarà di casa al padiglione veneziano. E' solo una delle aziende della nostra provincia che hanno deciso di farsi conoscere nel Sol Levante. Come l'Ipc di Portogruaro che si occuperà della pulizia del padiglione italiano in Cina che si sviluppa per oltre 11 mila metri quadrati su tre piani, più grande dopo quello cinese. O come NuovostudioFactori e Officine Panottiche che assieme a Canal View permettono di poter «camminare» sul Canal Grande scrutando da vicino le case e i palazzi che si affacciano sull'acqua. Ci sarà anche il cemento «mangia smog» grazie alla Camera di Commercio che ha voluto essere a Shanghai come soggetto attivo presentandosi con i lavoro di restuaro della sua sede storica. «Per la prima volta stiamo utilizzando questo prodotto, sotto forma di vernice, sia per proteggere i decori di un monumento vincolato dalla Soprintendenza che per purificare l'aria della nostra città», dice il segretario generale Roberto Crosta. Al padiglione veneziano ormai è tutto pronto per il taglio del nastro ufficiale (in realtà è visitabile dal primo maggio quando ha preso il via l'Expo cinese) con il sindaco, l'assessore provinciale alla Cultura Raffaele Speranzon, l'ambasciatore italiano in Cina Riccardo Sessa, il commissario generale del World Expo Shanghai 2010 Beniamino Quinteri, il presidente dell'Ice (Italian Trade Commission) Umberto Vattani, il sindaco di Suzhou (la città gemellata con Venezia) e i rappresentanti cinesi. C'è anche spazio per la polemica, è quella dell'ex presidente del consiglio comunale e ora consigliere del Pdl Renato Boraso. «Chi paga tutto questo? dice Dalla presenza in Cina non guadagneremo niente, anzi saranno solo spese. Io non sarei andato, avrei ritirato tutto, Venezia non è la città che ha dato la cittadinanza onoraria al Dalai Lama? Ecco non vedo come possano combaciare le due cose». In realtà la crisi ha colpito anche la presenza all'Expo con il budget di spesa ridotto di quasi il 20 per cento a causa della mancanza di investitori. Comunque sia oggi la festa sarà di casa nei 15 ettari dell'ex zona portuale di Pu Xi che ospita la parte deidicata alle «buone pratiche delle città». Allo stand si incroceranno almeno tre avvenimenti con gli incontri degli imprenditori e degli albergatori, il convegno turismo a Venezia e la cerimonia di inaugurazione alle 17 (11 ora italiana) con la cena finale offerta da Airest a base di specialità venete come il carpaccio alla Cipriani, il pollo in «tecia» e ilmascio al latte. Sarà la vera presentazione del padiglione e di quello che Ca' Farsetti e l'impresa veneziana hanno deciso di mettere in mostra. Dall'Arsenale a Porto Marghera fino al recupero di parte importanti del centro storico, la realizzazione del giardino cinese e il museo di Mestre: i video a 59 pollici e i cinque touch screen trasmetteranno i 32 filmati realizzati da City Movement Group (regia di Gabriella Moles), veri e propri documentari realizzati con filmati recenti e immagini di archivio.