«Rivedere il rapporto tra piani strutturali e regolamenti urbanistici. I Comuni tendono ad allocare subito tutte le quantità edificabili previste nei piani strutturali», ha detto ieri l'assessore Marson. Il problema sollevato dai comitati a Venturina. FIRENZE «Rivedere il rapporto tra piani strutturali e regolamenti urbanistici». Probabilmente nemmeno ieri mattina si riferiva al caso specifico di Venturina, ma l'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson, nel corso della prima riunione della commissione territorio e paesaggio in Consiglio regionale, è andata a toccare proprio il punto. Quello contestato dai comitati di cittadini, dalle liste civiche e da noti urbanisti e professori (Vezio De Lucia, Rossano Pazzagli, Massimo Zucconi e ultimo il direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis). Il cuore o il fattore principale del contestato sviluppo urbanistico nei comuni di Campiglia Marittima e Suvereto: il rapporto tra piano strutturale e regolamento urbanistico con quest'ultimo che secondo il fronte del no ha «bruciato» già nei primi cinque anni il numero di alloggi previsti dal piano strutturale pensato da De Lucia che ne prevedeva 650 fino al 2020. Il tema è questo. Da una parte i piani strutturali, dall'altra i margini di manovra e di interpretazione delle norme dei Comuni. E su questo, Venturina o non Venturina, ha puntato l'assessore che ieri mattina avrebbe anche telefonato ai sindaci di Suvereto, Campiglia e (sicuramente) Piombino dopo la lettera pubblicata ieri dal Corriere Fiorentino in cui, forse con troppa irruenza, vengono duramente criticate le dichiarazioni rilasciate al nostro giornale dall'assessore. «Il rapporto tra piano strutturale e regolamento urbanistico ha detto Marson in commissione è problematico perché i regolamenti tendono ad allocare subito tutte le quantità edificabili previste dai piani strutturali (come è successo a Venturina secondo i comitati, ndr). Oltretutto, visto che in situazioni di crisi come quella attuale il mercato non assorbe tutta l'edilizia, a trovarsi in difficoltà sono gli stessi Comuni». L'assessore ha riconosciuto l'importanza dell'autonomia dei Comuni, «ma tali autonomie vanno accompagnate da strumenti di indirizzo, monitoraggio e valutazione adeguati». E infine ha confermato quanto aveva già detto lunedì sulla legge 1 del 2005 (norme per il governo del territorio che la Toscana ha varato quando al posto della Marson c'era Riccardo Conti): «Ha introdotto elementi positivi, ma va rivista in alcuni punti chiave, a partire dal rapporto tra i piani strutturali, di medio-lungo periodo (come quello di Campiglia, Suvereto e Piombino, ndr) e i regolamenti urbanistici che dovrebbero invece corrispondere al mandato di un sindaco ». Da Campiglia però arriva un nuovo allarme. A lanciarlo sempre la lista civica guidata da Massimo Zucconi, urbanista, ex uomo di punta dei Ds piombinesi che alle elezioni del 2009 ha raggiunto il 18,5. «Il regolamento urbanistico ignora completamente il centro storico, dal quale scompaiono progressivamente i residenti. Degli oltre 700 nuovi alloggi previsti nei prossimi 5 anni, solo 24 sono localizzati a Campiglia e tutti in discutibili aree di espansione nel paese nuovo. Ma la cosa ancora più sconcertante è che dei 299 alloggi di edilizia sociale (destinati ai residenti e alle fasce sociali più deboli), neppure uno è destinato a Campiglia e al centro storico. Gli alloggi di edilizia sociale previsti dal regolamento urbanistico appaiono più come "premio edificatorio" per coloro che costruiranno nuove case a Venturina: un meccanismo che raddoppia le volumetrie nelle zone dove sono già previste troppe nuove case, mentre ignora del tutto le esigenze del riuso del centro».
TOSCANA - Marson: regole da rivedere sull'urbanistica
Riassunto in 200 parole:
L'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson ha sollevato il problema del rapporto tra piani strutturali e regolamenti urbanistici nei comuni di Campiglia Marittima e Suvereto. I comitati di cittadini e le liste civiche hanno criticato il fatto che i regolamenti urbanistici stiano allocando subito tutte le quantità edificabili previste dai piani strutturali, come è successo a Venturina. Marson ha affermato che questo rapporto è problematico perché i regolamenti tendono ad allocare tutte le quantità edificabili, mentre il mercato non assorbe tutta l'edilizia. I Comuni stessi si trovano in difficoltà.
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