L'ex Metro si complica. Pausa di riflessione anche sul Coppi Ancona L'ex scuola del Poggio esce una volta per tutte dal pacchetto ex Metro. Quanto al riutilizzo del Coppi come teatro, l'amministrazione rallenta i tempi e si concede una pausa di riflessione. Entrano nuovi elementi nella valutazione dell'operazione, affrontati ieri in un incontro tra il sindaco, l'assessore all'Urbanistica Paolo Pasquini e il segretario generale Ennio Guida. Ora il recupero del Metro si può complicare. Ci sarà da capire come come può cambiare la posizione della cordata. Era atteso il responso del segretario sul Poggio. E l'indicazione è per l'asta: non c'è un interesse pubblico rispetto alla vendita diretta dell'immobile, né legato al fatto che i privati sono proprietari dell'area adiacente, già edificabile, né relativo alla possibilità di recupero del Metropolitan. Ora l'amministrazione passa ad esaminare le altre questioni relative al pacchetto di immobili, prima di tornare ad un confronto con i due imprenditori che tra la fine del mese e i primi di giugno dovrebbero firmare un preliminare d'acquisto con la MB. La questione da affrontare è soprattutto quella dell'utilizzo del Coppi, già acquistato dalla cordata. La proposta prevede la trasformazione del vecchio cinema in un teatro, da cedere gratuitamente al Comune. Ma qui la scelta è più politica che tecnica. E la riflessione è questa: è effettivamente necessario realizzare lì il teatro oppure si può chiedere ai privati un altro intervento o di versare in contanti i 3,2 milioni di plusvalenza per la variante elimina-sala del Metropolitan? Questione non secondaria, anche perché i tre consiglieri Pd di Collemarino, forti degli umori del quartiere, vorrebbero comunque una sala teatrale all'ex Fiat, come da tempo ipotizzato. Stessi orientamenti cui ieri è giunta l'amministrazione sono arrivati in serata dal gruppo dell'Idv, riunito proprio per affrontare la questione Metro. La richiesta è quella di tenere disgiunte la vendita del Poggio e il recupero del Metro. E non c'è grandissima convinzione sulla trasformazione del Coppi in un teatro. al. cam