Il sindaco Soffritti: «È un piano di riordino e comunque non è un dogma. Faremo delle verifiche e alla fine tireremo le somme» Troppe case, anche la Regione in campo. A Venturina la guerra del boom edilizio Venturina è come un corpo enorme sovrastato da una testa in miniatura: tante case e altre ne verranno. Strano a dirsi ma proprio in questo paese senza un cuore storico, l'adozione del regolamento urbanistico ha scatenato il più violento scontro politico degli ultimi 15 anni. Da un lato l'amministrazione comunale, dall'altro la lista civica. Ma in campo ci sono anche gli architetti e ora anche il nuovo assessore regionale Marson. VENTURINA. Diecimila abitanti, nessuna piazza e una minuscola isola pedonale che pedonale non è. Le auto ci passano di continuo, zigzagando tra gli ostacoli e ammorbando l'aria coi fumi dei loro scarichi. Tutt'intorno solo periferia, fatta di villette con giardino e palazzi anonimi, sproporzionata rispetto al centro del paese cresciuto come poteva lungo la via Aurelia. Venturina, nella sua interezza, è come un corpo enorme sovrastato da una testa in miniatura. Strano a dirsi ma proprio in questo paese senza un cuore storico, l'adozione del regolamento urbanistico ha scatenato il più violento scontro politico degli ultimi quindici anni. Da un lato l'amministrazione comunale retta dal sindaco Rossana Soffritti; dall'altro la lista civica "Comune dei cittadini", capeggiata dall'ex uomo di punta dei Democratici di Sinistra piombinesi Massimo Zucconi, che alle amministrative di un anno fa ottenne uno storico 18,5. L'edilizia premiale. Gli spari sono ad alzo zero. L'amministrazione Soffritti è finita nel mirino non solo per il numero degli appartamenti che saranno realizzati nei prossimi cinque anni, ma anche per la cosiddetta "edilizia premiale". La lista civica di Zucconi nei giorni scorsi ha lanciato l'allarme: «Chi costruirà trecento alloggi, potrà realizzarne altrettanti da affittare a canone sociale». Una concessione limitata alle aree critiche, quelle da riqualificare perché sedi di insediamenti produttivi dismessi. Nel prossimo quinquennio, secondo "Comune dei Cittadini" con la realizzazione di oltre 700 unità abitative verrebbero sopravanzate le previsioni del piano strutturale del 2007, pietra angolare dello sviluppo edilizio in Val di Cornia, che fissa in 650 il numero delle case possibili in un arco temporale di quindici anni. «Non so da dove siano usciti questi numeri, temo che ci sia una contabilità sbagliata», replica l'architetto Silvia Viviani, che ha messo a punto il piano urbanistico. «Tutto nasce da una forzata interpretazione della norma contenuta nel nuovo piano. L'autoregolazione normativa inibisce qualunque teoria del raddoppio: di volta in volta avremo non più di 2, 4 o 6 alloggi da affittare a basso canone», aggiunge l'architetto Alessandro Grassi, coordinatore dell'ufficio urbanistica della Val di Cornia. E il sindaco Soffritti, dati alla mano, sforna numeri a getto continuo: «Nel sistema insediativo sono previsti 163 alloggi, compresi i 130 del vecchio piano. Quelli nuovi sono 81. In tutto saranno 244 nei prossimi cinque anni. Credo che gli appartamenti in surplus, quelli "premiali", a conti fatti siano 15-20». Ma Zucconi ribadisce la sua tesi: «Il regolamento urbanistico ne prevede 290». Edilizia senza confini? La crisi si fa sentire e l'edilizia rallenta. Nel febbraio scorso il numero dei lavoratori iscritti alle casse edili toscane era calato del 10,4 per cento rispetto allo stesso mese del 2009. In aumento, di converso, il ricorso alla cassa integrazione, con il 10.3 in più. L'accesso al credito è meno facile di prima e la voglia d'indebitarsi è inferiore rispetto al passato. Possibile che in un quadro del genere, con tante case invendute e con interventi di riqualificazione mai iniziati (i 75 alloggi previsti dal 1995 al posto dei vecchi magazzini comunali in via Cerrini), a Venturina si pensi di costruire ancora? «La riqualificazione urbana resta al palo, mentre il centro storico del capoluogo, Campiglia Marittima, un autentico gioiello, verrà abbandonato - commenta Zucconi, anch'egli architetto di professione -. Proprio a Campiglia si sarebbe potuto intervenire, a costo di espropriare e approntare un piano di edilizia economica e popolare. Invece, si vuol costruire ancora a Venturina». Ma per il sindaco Soffritti il regolamento urbanistico prevede anche una scommessa: «È un piano di riordino, mettiamo sulla carta delle probabilità. Certo, serve uno spunto imprenditoriale più preparato. E comunque, non è un dogma: sono previste verifiche e fra cinque anni, quando sarà scaduto, tireremo le somme. È difficile prevedere il futuro». Il piano strutturale. Intanto tutte le critiche per aver stravolto, con una colata di cemento, il piano strutturale elaborato dall'architetto Vezio De Lucia, vengono respinte al mittente: «Il regolamento è perfettamente coerente col piano, sia sotto il profilo normativo che sui principi fondativi e strategici», taglia corto Alessandro Grassi. E Silvia Viviani ricorda come Venturina, priva di cuore storico, potrà avere due porte d'ingresso a sud e a nord, con la ricucitura del tessuto urbano e in linea con quanto previsto da De Lucia. Ma la lista "Comune dei cittadini" non vuole sentir parlare di armistizi. Il regolamento urbanistico è stato approvato il 12 maggio, per le osservazioni ci sono due mesi di tempo. E allora, lotta dura. E se anche Suvereto si è accodata a Campiglia, adottando il regolamento e Piombino lo farà, in Val di Cornia tutti aspettano che il ritardatario Comune di San Vincenzo recuperi il tempo perso, dovendo ancora elaborare il piano strutturale. Lì, profetizzano i più, ci sarà da discutere assai più che a Venturina. Il tempo sarà galantuomo.