Cota e Pelizzetti alle Molinette tra torri da costruire e vecchie palazzine da abbattere Il rettore insiste sulla necessità di interventi urgenti sul SantAnna in cui inserire anche un polo per la didattica Per il polo torinese ci sono 250 milioni, 220 per quello di Novara Il governatore: "Faremo interventi graduali, in attesa di altri fondi" Alla Città della salute di Novara andranno 220 milioni dei 470 per ora disponibili. Per quella di Torino (fra i 550 e i 700 posti letto) di milioni ne restano 250, e con questa somma a disposizione si può partire soltanto con il progetto "base", le due torri (medica e chirurgica) e la sopraelevazione di tre piani del Coes, il centro oncologico ed ematologico delle Molinette che da anni langue in attesa di un intervento urgente. La quarta tessera del domino della salute lungo il fiume, cinque piani di altezza per ciascun edificio, è il polo materno-infantile su corso Spezia che potrebbe essere collegato con una passerella alla torre dangolo del San Giovanni Battista. Da una parte e dallaltra, speculari, i due nuovi pronto soccorsi. Ieri il presidente della Regione Roberto Cota, lassessore alla Sanità Caterina Ferrero, i direttori generali e sanitari della Molinette Galanzino e Davini, dellazienda SantAnna-Regina Margherita, Arossa, il rettore dellUniversità Ezio Pelizzetti, il preside di medicina Giorgio Palestro (assente il coordinatore del tavolo sulla Città della salute Claudio Zanon) hanno fatto un lungo sopralluogo nellarea delle Molinette per verificare sul posto le ipotesi per la realizzazione: «Saranno interventi progressivi - spiega il presidente - con ampliamenti graduali se arriveranno altri fondi a disposizione. E non chiedetemi se credo che debba esserci un intervento dei privati, altrimenti direste subito che ho in testa il modello di sanità lombarda». Lesperienza dellUniversità e loperatività delle Molinette sono il tessuto ideale per ospitare la Città della salute, è il commento dellassessore Caterina Ferrero. Nelle mani del governatore, a testa in su a guardare le vecchie palazzine e a giudicare le loro condizioni, il progetto realizzato da Antonio Scarmozzino, dirigente della direzione sanitaria dellospedale e disegnato da Francesco Chiaro («il responsabile dellufficio tecnico arrestato con laccusa di corruzione»). Un progetto concordato con lUniversità nel 2008 e denominato «transitorio», perché pensato per lospedale Molinette in attesa che fosse portato a termine il progetto di Grugliasco. Si riparte di qui dunque. Con il presidente che vorrebbe buttar giù la palazzina della clinica neurologica (ma forse non sarà possibile perché vincolata), il rettore che insiste sullurgenza dellintervento sul SantAnna, sullidea di chiudere corso Spezia e sulla necessità di avere anche il polo didattico e il direttore del SantAnna immagina la torre del materno infantile con lostetricia e la pediatria, mentre la ginecologia oncologica potrebbe essere ospitata alle Molinette. Tutte ipotesi, per ora. Il tavolo coordinato da Zanon su mandato di Cota, si riunisce già giovedì. Nulla di definito per il momento, come sono ancora da chiarire le proposte del Comune di Torino, in particolare sul possibile utilizzo delle palazzine che si affacciano su corso Bramante. «Con Chiamparino non voglio mettere il carro davanti ai buoi - ironizza Cota - è già molto che la pensiamo allo stesso modo sul fatto che la Città della salute debba essere fatta qui. Discuteremo di tutto, sentiremo cosa ne pensano gli architetti, non cè bisogno di andare a Barcellona per vedere realizzazioni moderne ed efficienti, ce ne sono anche da noi». Lassessore allurbanistica del Comune Mario Viano dice che larea lungo corso Bramante e corso Unità dItalia potrebbe essere riservata alla lungodegenza: «Non siamo contrari alla valorizzazione ma non dimentichiamo che quella è anche larea più vincolata e quindi meno flessibile per essere usata per funzioni diverse». Daccordo che il nuovo progetto possa sbilanciare la Città della salute verso corso Spezia: ma anche verso larea ferroviaria del Lingotto si possono trovare spazi di ampliamento, aggiunge. Oggi Viano sarà sentito dal gruppo regionale del Pd: «Vogliamo sentire dallassessore del nostro partito quali sono le intenzioni di Palazzo Civico in questa Città della salute versione ridotta», spiega Nino Boeti.