In Palazzo Vecchio scoppia un nuovo «caso Scino». Uscito indenne dalla bufera che già lo aveva travolto nellottobre scorso, quando il suo nome comparve nel registro degli indagati dalla Procura per falso (avrebbe presentato una dia per una terrazzina falsificandola grazie ad un dirigente dellurbanistica), stavolta Salvatore Scino - ex finanziere eletto con la lista Renzi poi approdato al Pd e nominato vicepresidente del consiglio comunale - finisce nel mirino per una email inviata a diversi assessori e allufficio del sindaco prima di finire sulle scrivanie di parecchi dipendenti comunali, in cui chiede «tutele» nei confronti di un funzionario comunale, larchitetto Claudio Mastrodicasa, da dieci anni a capo della Fabbrica di Palazzo Vecchio e ora «declassato» dalla giunta Renzi in una funzione diversa e meno redditizia. Scrive Scino di «aver personalmente conosciuto Mastrodicasa apprezzandone la professionalità e la disponibilità», e ad assessori e ufficio del sindaco chiede accoratamente «di valutare bene ogni decisione nellinteresse dellamministrazione e nella tutela di questa ottima persona». Scino scrive il 4 maggio, forse sperando ancora di poter fare qualcosa per Mastrodicasa, già spostato ad altro incarico. E lo fa in seguito ad uno sfogo dello stesso architetto, sempre via email.