Corso chiama subito al confronto le organizzazioni di categoria Bono: non basta la promozione per rilanciare lo sviluppo «C'è un'intera classe dirigente che continua a fare finta di non capire che non si può continuare all'infinito, specie in un settore così delicato come il turismo, a puntare unicamente su attività di semplice promozione, anche se fossero, come talvolta è avvenuto, di alto valore culturale». Non usa mezzi termini il sottosegretario ai beni culturali Nicola Bono che interviene sul dibattito, a tratti anche dai toni roventi e polemici, sullo sviluppo del territorio siracusano in chiave turistica. «Sono anni che pavento il pericolo, che oggi è diventato realtà, di una flessione dei flussi turistici che, peraltro, nella nostra realtà territoriale sono sempre stati largamente al di sotto delle nostre eccezionali potenzialità - ha evidenziato ancora Boino -. Responsabili istituzionali ed economici della Provincia, oggi si interrogano, stranamente stupiti, sul fenomeno, cercando improbabili spiegazioni nel venir meno di alcuni eventi che, non si sa bene in base a quali analisi socio-economiche, avrebbero contribuito in passato all'incremento dei flussi turistici, o nella mancanza di programmazione degli spettacoli tra i vari comuni». Il sottosegretario ai beni culturali affronta quindi in maniera più diretta il nodo delle «politiche destinate al sostegno reale del settore e soprattutto capaci di incidere stabilmente nell'indirizzo e nelle scelte dei tour operator nazionali e internazionali. Su questo punto abbiamo registrato per anni la totale assenza di idee, di proposte e di progetti e semmai la più o meno aperta ostilità a chi le idee e i progetti li aveva e li ha messi in circolazione. Intendo alludere alla problematica dei "Sistemi Turistici Locali", di cui mi occupo da qualche anno e che sono stati normati, dopo una lunga battaglia in tal senso, con la legge 29 marzo del 2001 votata all'unanimità dal Parlamento, allora ancora a maggioranza di sinistra. «Per anni ho parlato in splendida solitudine della necessità di avviare questi strumenti di gestione territoriale proprio perché finalizzati ad attrezzare i territori, che oggi non hanno la massa critica di servizi, posti letto e infra-strutture per poter costituire un credibile politica di sviluppo fondata sul turismo - ha aggiunto ancora Bono -. Solo qualche settimana fa abbiamo appreso di recenti iniziative per la costituzione del sistema turistico locale siracusano da parte delle Associazioni imprenditoriali e dei sindacati. Una notizia che va salutata positivamente, perché dimostra, anche se con qualche anno di ritardo, la presa di coscienza e il conseguente riconoscimento della validità del "Sistema Turistico Locale", da parte delle associazioni di rappresentanza degli imprenditori, finora stranamente indifferenti alla problematica. È pacifico, infatti, che non ci può essere sviluppo turistico senza il massiccio coinvolgimento di soggetti privati, disponibili a effettuare i necessari investimenti. Si avverte però l'esigenza di pericolose confusioni tra lo strumento «"Sistema Turistico Locale", con altri già sperimentati in passato, in maniera peraltro fallimentare, come, per esempio, i Patti territoriali. «Il "Sistema Turistico Locale" - ha concluso Bono - è, infatti, nato per attuare una politica fondata sul principio della definizione del "prodotto turistico culturale locale", di aree omogenee e quindi naturalmente perimetrabili a prescindere, ad esempio, dai confini provinciali o addirittura extraprovinciali».
Investire sul turismo religioso
Il sottosegretario ai beni culturali Nicola Bono ha espresso preoccupazione per lo sviluppo del turismo in Sicilia, in particolare nella provincia di Siracusa. Secondo Bono, la promozione del turismo non è sufficiente per rilanciare lo sviluppo del settore e richiede politiche più sostanziali. Ha criticato le istituzionali e economiche della Provincia per la mancanza di programmazione degli spettacoli e per la mancanza di idee per sostenere il settore. Bono ha anche sottolineato l'importanza dei "Sistemi Turistici Locali" per attrezzare i territori e promuovere lo sviluppo turistico.
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