Nei palazzi Pepoli e Saraceni e al Museo del Risorgimento dal 29 maggio visite guidate e conferenze. Passeggiate notturne tra i sepolcri Triplice mostra con uninedita selezione del patrimonio storico del cimitero IN duemilacinquecento anni di storia la Certosa è diventata uno dei più importanti centri artistici della città, attraversando culture e società molto differenti. Una vicenda che ora viene riassunta nella poderosa mostra «Luce sulle tenebre. Tesori preziosi e nascosti dalla Certosa di Bologna», aperta dal 29 maggio all11 luglio in tre sedi prestigiose del centro: Palazzo Pepoli Campogrande (via Castiglione, 7), Palazzo Saraceni (via Farini, 15) e il Museo del Risorgimento (piazza Carducci). Tre tappe in cui si condensano altrettanti capitoli di questa storia, ora arricchita da alcune novità perchè lesposizione presenta, tra le 178 opere del percorso, molti pezzi inediti, frutto di studi recenti, accanto ad importanti pale daltare del Seicento, conosciute ma non esposte al pubblico. Per la prima volta, dopo molto tempo, saranno resi visibili quindi dipinti di Bartolomeo Cesi, Alessandro Tiarini, Elisabetta Sirani, Gaetano Gandolfi che si trovavano in origine nella chiesa e nel convento dei certosini, poi stivati nei depositi della Pinacoteca. Si potranno riscoprire artisti che hanno lasciato monumenti importanti sulle tombe dei bolognesi, come lo scultore liberty Pasquale Rizzoli, famoso per aver firmato il monumento al «Popolano» in piazza VIII agosto in ricordo dellinsurrezione antiaustriaca dell8 agosto 1848. A Rizzoli è dedicata una personale al Museo del Risorgimento che comprende sei nuove opere donate al Comune di Bologna dagli eredi per loccasione. Ma unaltra donazione arriva proprio in seguito alla mostra: si tratta della scultura della «Maestrina Mariarosa» realizzata per un monumento della Certosa nel 1975 da Farpi Vignola, esposta ora nella sezione allestita a Palazzo Saraceni. Qui si troveranno anche molti disegni preparatori che illustrano il periodo neoclassico del cimitero, si possono vedere bozzetti e modelli preparatori per i diversi monumenti di architetti quali Attilio Muggia, Ercole Gasparini, Vincenzo Vannini, così come si potranno apprezzare due sculture inedite di Giacomo De Maria, un «Autoritratto» e un «Ritratto di Gaetano Gandolfi». E ancora nelle sale della Fondazione Carisbo è collocata una bella scultura di Carlo Monari, esponente della scena ottocentesca, raffigurante il «Genio funebre» (limmagine alata di questa pagina, nonché manifesto dellesposizione), salvato da un tentativo di furto, pulito e restaurato. Parallelamente prendono avvio nel cimitero importanti cantieri di restauro di monumenti funebri e di significative sculture dellartista bolognese Giovanni Putti. La mostra è frutto della collaborazione di diverse istituzioni che per la prima volta collaborano tutte assieme, Comune, Soprintendenza ai Beni artistici, e Fondazione Carisbo, ed è accompagnata da una serie di eventi collaterali: tra questi sabato 29 alle 10.30 alla Certosa incontro su Pasquale Rizzoli, domenica 30 invece prima visita guidata notturna alle 21, con un intervento dello storico dellarte Eugenio Riccomini.