«È il "sistema turistico locale" la soluzione alla crisi delle presenze nel territorio». Il suggerimento è del sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono. Il rappresentante del Governo attribuisce anche delle responsabilità in merito al decremento dei flussi turistici. «La classe dirigente - sostiene Bono - finge di non capire che non si può puntare esclusivamente sulle attività di promozione. Sono indispensabili anche altri interventi, destinati al sostegno del settore e in grado di incidere stabilmente anche nelle scelte dei "tour operator" nazionali ed internazionali». Per il sottosegretario di Stato, per anni si sarebbe registrata "la totale assenza di idee e progetti" accompagnata da una "più o meno aperta ostilità nei confronti di chi avanzava delle nuove proposte". I «Sistemi turistici locali» sarebbero, per Bono, la "chiave di volta" per uscire dalla crisi ed avviare un percorso di sviluppo duraturo. «È necessario avviare questi strumenti di gestione territoriale anche nel capoluogo, come accade in alcuni comuni della provincia. Un modo - sostiene il sottosegretario - per consentire al territorio di dotarsi delle infrastrutture, dei servizi e dei posti letto di cui non dispone ancora. L'idea è stata rilanciata, nelle scorse settimane, anche da alcune associazioni imprenditoriali e dai sindacati. Non è possibile - dice ancora - costruire una politica turistica credibile senza l'intervento dei privati, disponibili ad investire in nuovi progetti». L'esponente di Centrodestra mette però in guardia da possibili e " pericolose confusioni" tra lo strumento "sistema turistico locale" ed altri sperimentati in passato con risultati fallimentari, come i patti territoriali. «Nessuna macro area, quindi - spiega Bono - ma zone omogenee in cui si possa individuare, al di là dei confini geografici, un unico prodotto turistico e culturale». Secondo il sottosegretario, il terzo "sistema turistico" della provincia, dopo quelli della zona sud e della zona montana, dovrebbe includere, oltre al capoluogo, Floridia e Solarino, "considerando anche le procedure in corso per l'inserimento di Siracusa e Pantalica nella lista del patrimonio dell'umanità dell'Unesco. La Regione dovrebbe fare la sua parte. A tre anni dall'emanazione della norma sui "sistemi turistici locali", il governo di Palermo non l'ha ancora recepita».