Annunci in pompa magna, interviste, promesse, inaugurazioni. Poi più nulla: il meccanismo si inceppa, la macchina organizzativa non va più avanti e le iniziative scompaiono. A volte di colpo, a volte lentamente. Benvenuti nel regno delle incompiute, opere piccole e grandi che avrebbero potuto cambiare il volto della città e che invece sono scomparse. Trovare un punto di partenza è difficile: avere troppo materiale a disposizione è più difficile che averne troppo poco. Fare una selezione è impresa ardua. Forse l'incompiuta-simbolo della Napoli di oggi è via Marina. Dopo tre anni, finalmente, il cantiere comincia ad essere smobilitato ma quel che c'è dietro alle grate di ferro che hanno protetto gli operai, è imbarazzante: il futuristico progetto di completo restyling della strada che costeggia il porto, s'è ridotto a una banale gettata d'asfalto. Doveva essere un'opera incredibile: strada abbassata di livello, binari del tram spostati sul lato dei palazzi, ampie aree riservate ai pedoni. Se andate a cercare online, troverete ancora quei simpatici disegni che furono presentati con il progetto: sono diventati carta straccia. Quel progetto non esiste più. La tentazione di andare a rivedere disegni e rendering delle grandi opere presentate e mai partite, invita a ripescare i ritagli dello scorso autunno. Erano i giorni della funicolare dei due musei: dall'archeologico a Capodimonte. Un'opera avveniristica nel cuore della Napoli storica, già finanziata con un milione e 348mila euro. All'uscita dal museo Archeologico nazionale, il turista sarebbe stato proiettato su un tapis roulant che lo avrebbe dolcemente trasportato a piazza San Giuseppe dei Nudi. In piazza le moderne cabine della funivia avrebbero sollevato le persone fino a 22 metri d'altezza: un viaggio di un chilometro e mezzo in bilico sui tetti di Napoli con squarci di panorama mozzafiato per scattare foto memorabili. Dopo meno di dieci minuti l'arrivo in viale Colli Aminei, all'ingresso di un sottopassaggio con uscita al centro del parco di Capodimonte, proprio davanti al museo. Bello, vero? Peccato che dal giorno dell'annuncio ufficiale ci siano state solo una valanga di polemiche e nulla più. Il progetto è scomparso dall'orizzonte. Non è scomparso, invece, il progetto della stazione di monte Sant'Angelo, linea 7 della metropolitana. Un disegno incredibile di Anish Kapoor che è artista, non architetto, e s'è immaginato una discesa agli inferi tramite una bocca rossa e sinuosa. Quel progetto è stato esposto in mostra nei musei di tutto il mondo, la stazione che avrebbe dovuto collegare il campus universitario con il resto della città, invece non riesce a vederla nessuno, perchè non c'è. Anche se l'inaugurazione era prevista per la prima metà del 2008. E pure ci fosse avrebbe poco senso, perché il collegamento con quella stazione doveva avvenire tramite la stazione di interscambio di via Cilea, lo snodo di metropolitana più profondo d'Europa. I lavori di realizzazione della stazione dovevano partire nell'estate del 2009, le proteste dei residenti li hanno fermati. Da allora non se ne sa più nulla. A proposito di via Cilea, risale agli anni '80 l'idea, a quei tempi avveniristica, di costruzione di un parcheggio di interscambio nel vallone sottostante i piloni della tangenziale. «Le auto provenienti dall'autostrada cittadina non andranno a ingolfare il traffico del Vomero, entreranno nel megaparcheggio dove ci saranno navette in attesa per il collegamento con tutto il quartiere collinare», negli anni '80 pareva un sogno. Nel 2010 è un incubo: alle parole non sono seguiti i fatti, colpa di ricorsi a catena e interventi del tribunale. Nessuno crede più, ormai, al parcheggio di via Cilea. Difficile credere anche al sogno del waterfront più bello d'Europa. Dal varco dell'Immacolatella fino alla darsena Acton 170mila metri quadri di area portuale da trasformare completamente: non solo al servizio delle attività portuali ma anche e soprattutto a disposizione della città: uffici direzionali sopraelevati, sotto i quali corrono passeggiate panoramiche a tre metri da terra. E poi riqualificazione delle zone proiettate verso il mare, moli pieni di bar e ristorantini. Progetto creato sei anni fa e bloccato a quella data prima da un ricorso al Tar e poi chissà da cos'altro: l'unica certezza è che non si muove una pietra nella zona del porto. Ci sono, poi progetti preparati, finanziati e pronti a partire, bloccati da incredibili problemi. Il parco della Marinella, ad esempio, doveva diventare un polmone verde a disposizione dei napoletani, giusto davanti al porto. Presentato un'infinità di volte, è rimasto inceppato in un passaggio tecnico (l'area demaniale doveva passare al Comune) che non si è mai realizzato. Quel parco è salito alla ribalta l'ultima volta nel febbraio del 2008 quando in mezzo ai rovi venne scoperto il cadavere di un uomo. Infine restano le strade da riqualificare. Ci sono casi limite come via Bosco di Capodimonte, via Prisco, via Santa Maria delle Grazie: nel 2007 uno stanziamento di 1 milione e 645 mila euro. I lavori però non sono mai partiti perché il Comune aspetta un certificato della Prefettura che attesti l'assenza di collegamenti con la camorra da parte della ditta che ha vinto l'appalto.
CAMPANIA -FUNICOLARE DEI DUE MUSEI. Annunci in pompa magna, interviste, promesse, inaugurazioni. Poi più nulla
Il testo descrive come molte opere pubbliche a Napoli siano state annunciate e promesse, ma poi siano scomparse o rimaste in sospeso a causa di problemi tecnici, finanziari o di politica. Esempi di ciò sono il progetto di restyling della via Marina, la funicolare dei due musei, la stazione di monte Sant'Angelo della metropolitana, il parcheggio di via Cilea e il progetto di riqualificazione del waterfront. Inoltre, il testo menziona anche altri progetti che sono stati presentati e finanziati, ma che non sono mai stati realizzati, come il parco della Marinella e le strade da riqualificare.
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