DELIRIO. Ecco perché la decisione di Bondi di porre il critico d'arte a capo del Polo Museale sarebbe disastrosa. Penso che Silvio Berlusconi non abbia necessità di attendere eventuali scandali per chiedere a un altro suo ministro, Sandro Bondi, di lasciare la poltrona del Ministero dei Beni Culturali. Con la voce, notizia, forte probabilità e dichiarazioni farneticanti dello stesso Vittorio Sgarbi sulla sua nomina a sovrintendente del Polo Museale di Venezia, è chiaro che Bondi non è più in grado d'intendere e di volere, quanto meno per quel che riguarda il delicato incarico che il suo ruolo prevede. Dalla nomina di Mario Resca a stratega del patrimonio culturale, ai commissariamenti e scommissariamenti per i lavori per i grandi Uffizi, a tagli a istituzioni storiche come il Maggio Musicale Fiorentino, alla minaccia, appunto, di mettere nelle mani di Sgarbi tutti i musei veneziani, è evidente che il ministro non solo naviga a vista ma, chiaramente, ha perso anche, se mai ne è stato in possesso, la bussola. In Italia, ogni scandalo è ad personam. Quindi indignarsi per l'eventuale nomina del criticissimo critico e storico d'arte Sgarbi apparirà come l'ennesima guerra all'arma bianca con il giurato nemico. Non è così. Sgarbi è solo il simbolo di un modo di gestire la cultura, a destra come a sinistra, marcio e scriteriato, che nulla ha veramente a che fare con la stessa cultura, un campo che dovrebbe essere amministrato utilizzando eccellenze anziché appellandosi a sua eccellenza di turno come avviene spesso in Italia. Non è questione di essere conservatori o rivoluzionari, amanti dei classici o dell'arte contemporanea, ma semplicemente di sapere di cosa si sta parlando avendo poi le competenze necessarie perché ciò di cui si parla possa dare anche i frutti necessari allo sviluppo culturale di un Paese. Il caso Sgarbi è emblematico perché mostra che il nostro patrimonio culturale non è a disposizione di chi sappia promuoverlo, ma solo di coloro capaci, urlando e sbraitando, di farlo loro. Oggi con ridicole teorie di marketing culturale, domani con violente sparate incompetenti e approssimative. La conquista della cultura in Italia si combatte a colpi di comunicati stampa, non di contenuti, metodi, investimenti a lungo termine. Sicuramente, la nomina di Sgarbi farà "notizia", come hanno sempre fatto notizia tutte le nomine del critico ferrarese che solo raramente hanno prodotto risultati concreti. Ha fatto danni quando era sottosegretario del ministro Urbani, ha fatto danni come assessore alla cultura di Milano, danni anche come sovrintendente regionale in Veneto dove fu condannato per assenteismo. Mentre a Salemi, dove è sindaco, non si capisce bene cosa faccia e quando lo faccia. Infatti, un altro grosso problema è l'accumulo delle attività e nomine pubbliche che nessuno sembra considerare. Bondi, per chi lo avesse dimenticato, ha già nominato, sconcertando il mondo dell'arte internazionale, Vittorio Sgarbi a commissario per il Padiglione Italia, quello dedicato agli artisti italiani, della prossima Biennale di Venezia che aprirà nel giugno del 2011. Questa scandalosa e scriteriata nomina è stata avallata da Pio Baldi, presidente del Maxxi museo che teoricamente dovrebbe guardare al ventunesimo secolo e quindi dovrebbe essere al corrente delle competenze sull'arte contemporanea del neocommissario. Come se non bastasse, lo stesso Baldi si è fatto imporre, sempre da Bondi, Sgarbi come supervisore per le acquisizioni di opere contemporanee per la collezione del Maxxi. Ora, dopo queste due nomine, il fenomenale storico dell'arte sta per insediarsi alla guida delicatissima dei musei di Venezia. Sgarbi è certamente un divertente, popolare e preparato divulgatore per il quale le molteplici apparizioni in tv, in un paese come l'Italia, fanno curriculum più dei chiari meriti. Tuttavia, il ricco curriculum mediatico non è sufficiente per mettergli fra le mani istituzioni e incarichi che rischiano di far fare all'Italia una figura ancora peggiore di quella che ogni giorno ministri, assessori, sindaci, etc., diligentemente ci fanno fare con assoluta devozione al pubblico ludibrio. Davanti a questo spettacolo, pur scettici, imploriamo al nostro Premier di spostare, se rimuovere è un verbo troppo brutale, Sandro Bondi dalla sua poltrona. Tanto, peggio di così non può andare. Anzi no, potrebbe andare peggio. Berlusconi potrebbe decidere di mettere Sgarbi al posto di Bondi. Ma vogliamo sperare che il Cavaliere non continui a essere errante, cioè a sbagliare, passando da Scajola alla scalogna, da Verdini a nomine tragicomiche come in un film di Verdone. martedì, 25 maggio 2010
Sgarbi e un'altra morte (dell'arte) a Venezia
Il critico d'arte Vittorio Sgarbi è stato nominato sovrintendente del Polo Museale di Venezia, decisione che è stata criticata per essere disastrosa. Il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, non sembra essere in grado di gestire il delicato incarico, e la nomina di Sgarbi è vista come un segno di questo. Il critico è noto per le sue dichiarazioni farneticanti e per aver fatto danni in passato, come assessore alla cultura di Milano e come sovrintendente regionale in Veneto. La nomina di Sgarbi è stata avallata da Pio Baldi, presidente del Maxxi museo, e il critico sarà anche supervisore per le acquisizioni di opere contemporanee per la collezione del Maxxi.
Artista / Persona
Bene culturale
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