Diserbanti sul Piave? «Ora, con il federalismo demaniale, l'attenzione sarà maggiore». Ad assicurarlo è il governatore Luca Zaia, commentando la vicenda del braccio di ferro tra il sindaco di Crocetta del Montello ed un proprietario terriero, accusato di effettuare pratiche chimiche illegali sul greto del corso d'acqua. Futuro balneare? Una zattera sul Piave, in attesa della spiaggia La storia denunciata da Eugenio Mazzocato, attraverso un esposto alla procura e due segnalazioni al corpo forestale ed al genio civile, èmaturata in giorni di svolta per la storia ed il futuro del fiume sacro alla patria. Come titolava ieri entusiasticamente la Padania, infatti, il Piave rientra nel pacchetto di beni naturali la cui proprietà è passata dallo Stato agli enti locali, nella fattispecie alla Regione. «Grazie a questa novità - rimarca il presidente Zaia - potremo dare risposte certe e precise ai sindaci e in generale ai cittadini che chiedono un coordinamento nelle attività e nei controlli. Attenzione però a non confondere l'alveo del fiume con le aree private, magari pure ricadenti in ambito golenale, che non sono appunto demaniali e che per questo sono soggette alla coltivazioni, quindi pure ai trattamenti agronomici mediante fertilizzanti ed anticrittogamici, ovviamente nel rispetto della legge». Un punto, quest'ultimo, che dovrà essere chiarito. Nell'attesa il governatore sottolinea i vantaggi comportati dal passaggio del Piave sotto l'ala della Regione. «Una gestione diretta del fiume - evidenzia Zaia - ci permetterà di prendere le decisioni in autonomia, senza dover ogni volta andare a Roma a chiedere le autorizzazioni. Riducendo la catena decisionale saremo per i Comuni e la gente un interlocutore certo e vicino». Ad accorciarsi, in questo modo, dovrebbero essere pure i tempi per la trasformazione delle sponde trevigiane nella «spiaggia del popolo», secondo il progetto dello stesso governatore. «Garantiremo la balneabilità ed il rilascio dell'acqua - chiude Zaia - perché il Piave deve tornare ad essere fiume, non torrente com'è costretto ad essere oggi. Un sistema naturalistico caratterizzato dal giusto equilibrio fra piantumazioni e potature, nel rispetto dell'ambiente ma anche di eventuali piene. Sul fronte delle concessioni di ghiaia, comunque, non cambierà niente. Il Piave non diventerà una cava a cielo aperto».