Beni demaniali, l'assessore Filippini «gela» le attese per il pacchetto del governo. Il mistero dell'idroscalo Sant'Andrea che non è nell'elenco Con una mano dà, con l'altra prende. Perché la nuova riforma federalista regalerà ai veneziani splendide aree come l'Arsenale, l'ex monastero di Santa Croce alle Zattere e la caserma Pepe al Lido, ma anche edifici che richiedono una messa in sicurezza, casse di colmata che non hanno alcun valore commerciale e terreni da bonificare. In tre parole: costi, costi e ancora costi perché per ottenere un bene demaniale bisogna poterlo valorizzare. «Il Comune non ha i fondi per farlo con tutti i beni quindi saremo costretti a fare una selezione», spiega l'assessore al Patrimonio Bruno Filippini. E allora poco importa che l'offerta di trasferimento dei beni demaniali non decada alla fine di quest'anno e che a Venezia spettino immobili e terreni per 160 milioni di euro sui 364 di tutta la Provincia. Anche se i Comuni avranno tutto il tempo che vogliono per decidere se acquisire un bene o lasciarlo nelle mani dello Stato (che al massimo lo metterà all'asta) nei prossimi due anni ci sarà da tirare la cinghia. Il ministro Giulio Tremonti infatti è stato chiaro: nei prossimi due anni i trasferimenti finanziari destinati ai Comuni saranno decurtati di quasi quattro miliardi di euro, se non di più. «E senza quei soldi - sbotta Filippini - non c'è proprio modo di fare nemmeno la metà dei restauri che servono». «Non vorrei che questa operazione fosse l'ennesimo modo di scaricare i problemi dallo Stato ai Comuni», conclude. D'altra parte nessuno può smentire o rassicurare l'amministrazione veneziana visto che le applicazioni del federalismo demaniale non sono ancora chiare. «E' una fase iniziale e c'è ancora tantissima confusione su quali sono i beni disponibili e quali sono quelli indisponibili - aggiunge Marco Stradiotto (Pd), senatore della commissione finanze - Non sappiamo ancora come avverranno i trasferimenti, con che tempi e a quali condizioni». E se non bastasse la legge comprende una postilla che darà al presidente del Consiglio in persona un periodo di sei mesi per indicare quali beni saranno alienabili e quali invece resteranno indisponibili. «Dubito che i trasferimenti avverranno tanto prima di un anno - continua Stradiotto - anche perché la lista dei beni presentata dal Demanio non è aggiornata». E allora ecco che sono presenti beni già alienati nel recente passato (in attesa di rogito) e mancano invece strutture fondamentali per Venezia come l'idroscalo di Sant'Andrea che appare tra i beni alienabili dal ministero della Difesa, ma non tra quelli del Demanio. «Nemmeno l'incontro di qualche giorno fa tra i tecnici dell'assessorato e i funzionari del Demanio ha risolto questo dubbio», chiosa l'assessore. « Ammetto che il federalismo demaniale non porterà necessariamente benefici economici ai Comuni - ribatte il presidente dell'Anci veneto Giorgio Dal Negro - ma è importante come cambiamento di tipo culturale perché porterà a un aumento del senso civico dei cittadini che potranno disporre direttamente dei beni nelle loro città». Vista la diminuzione dei trasferimenti preannunciata dal ministero, viste le regole del patto di Stabilità che probabilmente bloccheranno le operazioni comunali di restauro del beni ex demaniali anche con i soldi in cassa e vista la situazione critica del settore immobiliare che ha paralizzato il mercato, il difficile dunque sarà scegliere. Perché tra le barene bottenighi e le aree di San Giuliano, le casse di colmata di Malcontenta, l'arenile degli Alberoni, i bunker dei Giardini Reali a San Marco, l'ex Archivio di Stato alla Giudecca, le ex caserme della Guardia di Finanza a Burano e a Sant'Erasmo, l'ex poligono di tiro di Murano, l'ex batteria Marco Polo di Pellestrina e l'isola di Sant'Angelo delle Polveri ci sarà da litigare. Stampato e distribuito da NewpaperDirect www.newspaperdirect.com, USACan: 1.877.980.4040, Intern: 800.6364.6364 Protetto dalle leggi sul Copyright, nonche' dalle vigenti leggi e disposizioni applicabili in materia. Suggeriti Seimila euro per due applique, Pd all'attacoVenezia - mar, 25 mag 2010 Case, studi e ristoranti vado a «vivere» in vaporettoVenezia - mar, 25 mag 2010 Passione e potere La Venezia cupa dell'era LepantoVenezia - mar, 25 mag 2010