Tra la marea di futilità (un gossip avvilente) che imperversa è apparsa una notizia che non può non destare vivo allarme: lo smantellamento di quell'anacronistico mostro che era il demanio statale, una pletora di beni in cui tra i molti veramente pubblici in quanto direttamente a servizio di una funzione pubblica (la rete stradale, le spiagge, i beni culturali) era compresa una vera accozzaglia di residuati storici per lo più in rovina, dai vecchi forti militari fatiscenti a sedi di antiche magistrature scomparse da secoli, veri ruderi pubblici. Ci sta lavorando una commissione e c'è sperare che sappiano quel che fanno, perchè c'è da rabbrividire. Pare che vogliano vendere intere montagne, antichi forti militari, vari ruderi di Stato, mentre per le caserme da anni dismesse - veri bubboni nel tessuto urbano di città nobilissime come Padova e Verona - si parla di vendita «a parte», affidata a società pubbliche dove pullulano parassiti e intrallazzatori vari. Tutto questo non ha nulla che vedere col (come il vecchio forte militare), ma come tali non sono più per definizione demanio. federalismo demaniale, proprio nulla. Federalismo, come lo s'intende comunemente, è attribuzione alle autonomie locali di funzioni un tempo centrali (statali); ovvio che se l'esercizio della funzione avviene tramite un bene (la circolazione attraverso le strade) che per questo si chiama demaniale, la sua attribuzione ad un ente diverso dallo Stato comporta anche il trasferimento del relativo bene demaniale. Il resto è alienazione di beni «pubblici» solo in senso formale o residuale, perché sono rimasti allo Stato per cessazione della funzione originaria Quello di alienare i beni patrimoniali (non più demaniali) è cosa che lo Stato avrebbe dovuto fare da sempre (dalla cessazione della funzione), ma per favore non gabelliamolo come federalismo demaniale! L'attribuzione dei beni necessari all'esercizio della funzione decentrata non può che avvenire a costo zero: sarebbe mai pensabile che il Comune o la Regione comprassero dallo Stato le strade o le spiagge che la legge sul federalismo assegna alla loro gestione? Per i beni pubblici non più funzionali, la determinazione della destinazione che potranno avere, a cosa possono essere adibiti, è assolutamente preliminare alla vendita. In tema di dismissione di beni pubblici ci sono precedenti terribili. Nella sua millenaria storia anche la Serenissima conobbe momenti di grave crisi, in cui si vide costretta a vendere gli ori di casa per far cassa. Con legge in Maggior Consiglio 30 aprile 1781 demanializzò le abbazie con meno di dodici monaci e le mise all'asta. Furono acquistate (taluna a prezzo vile), ma, in mancanza di previsioni urbanistiche sul da farsi (carenze dei piani regolatori), venerandi monumenti ebbero sorte miseranda; alcuni diventarono cave di materiali da costruzione, altre dopo pochi anni caddero in pauroso abbandono (si pensi alla Certosa di Vigodarzere). Dismissioni inconsulte, prive di adeguata programmazione del «dopo». Il federalismo demaniale è tutt'altra cosa e s'ha da fare operando sulle funzioni e lasciando stare antichi forti, caserme e quant'altro; venderli sì (e sarebbe sempre tardi), ma col federalismo demaniale non c'entra proprio nulla.